Parlare di brevetti è cosa per molti, ma non per tutti. Eppure da quanto ne scaturisce dipende molto della nostra quotidianità, pur essendone inconsapevoli fruitori. Il brevetto, in termini legali, è un titolo giuridico in forza del quale al titolare viene conferito un diritto esclusivo di sfruttamento dell’invenzione, in un territorio e per un periodo ben determinato e che consente di impedire ad altri di produrre, vendere 0 utilizzare l’invenzione senza autorizzazione. Roba seria, insomma. Addirittura strategica nel campo commerciale.
Non a caso Milano, dopo la Brexi.t, si è candidata per ospitare la sede europea del Tribunale unificato dei brevetti. A suo tempo (meglio, un bel po’ di tempo fa) ne hanno parlato un po’ tutti, dalle associazioni di categoria, agli esponenti di governo, passando per gli amministratori locali. Sul tema, poi, è calato un sostanziale silenzio. Ogni tanto se ne occupa qualcuno, con qualche uscita spot. Ma nulla più. Ad oggi, dopo la fuga da Londra, sono state istituite due sedi centrali, Parigi e Monaco di Baviera, assumendo le deleghe della Corte che avrebbe dovuto sorgere a Londra «Se ci sarà una terza divisione, e dove, sarà materia di negoziazione tra gli stati membri», spiegavano a inizio anno coloro che hanno in mana la pratica Se una terza sede ci sarà, ed è tutto da vedere, nessuno ha già il pocker in mano. Ecco, la sensazione che Milano resti fuori anche da questo giro di giostra, inizia a farsi sempre più forte.
Ieri l’altro il Sole 24 ore si è occupato della materia proponnedo un bell’affresco sui costi e sulle competenze del Tribunale unico dei brevetti, spiegando nel dettaglio come funzionerà. Dotta dissertazione per dirci quanta sia importante e strategico, con Milano che «ambisce», come è noto. Appunto, ambisce. Sul sito del ministero della Sviluppo economico, giusto ieri, è apparso un aggiornamento sulla materia, dove si ricorda come «finora hanno depositato lo strumento di ratifica dell’Accordo Tub 16 Paesi Ue, tra cui l’Italia, che da tempo ha completato gli adempimenti di natura giuridica per l’adesione al Tub e al sistema del brevetto unitario e che ha designato Milano ad ospitare la sede locale del Tub in ltalia. La sede nazionale, non quella internazionale, a cui ambisce. Milano di sicuro, il governo chissà.. (Libero)
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