Esponenti di MuoverMi si candidano in Forza Italia per dare più libertà alla mobilità di Milano

Fabrizio c'è Milano

Presentato stamattina anche l’accordo tra Forza Italia e l’associazione MuoverMi, che candiderà alcuni suoi esponenti nelle liste “azzurre” per il consiglio Comunale e i consigli di Municipio.

Edoardo Dubini

L’associazione, attiva da due anni, è molto critica verso le politiche della mobilità condotte dalle due giunte Pisapia e Sala, soprattutto negli ultimi mesi.

«MuoverMi nasce per la difesa della mobilità privata come libertà, necessità e fattore di crescita», ha detto Edoardo Dubini, presidente dell’associazione, di professione architetto. «Si è come creato un fossato attorno alla Zona 1, quasi fosse una zona da difendere a tutti i costi dall’ingresso di chissà chi. Ma la città ha bisogno di movimento e libertà», ha proseguito Dubini ricordando «vincoli, restrizioni, piste ciclabili disegnate male, piazze tattiche e molto più traffico, con lunghe code di persone che perdono migliaia di ore».

Elisabetta Carmignani

«Sono angosciata e triste nel vedere la città snaturata», ha aggiunto Elisabetta Carmignani, libera professionista, che si candiderà nella lista di Forza Italia per il consiglio comunale: «Tra mezzi alternativi ci deve essere competitività e non sacrificio. E chi arriva da fuori città non deve subire violenze e vessazioni a causa di scelte arbitrarie». Carmignani ha poi rilanciato la vecchia proposta del “taxi rosa” per permettere alle donne, in ore serali, di prendere un taxi a costi calmierati.

«Strade ormai giungle di cantieri e trappole per automobilisti»

«La giunta ha ingaggiato una guerra contro i cittadini che usano l’auto, nonostante in periodi di Covid sia emerso il bisogno di muoversi in sicurezza», ha affermato Cristina Bernardini, architetto e urbanista, candidata in consiglio comunale e nel consiglio di Municipio 4: «Le strade sono state trasformate in trappola per gli automobilisti, spesso senza vie di fuga.

Cristina Bernardini

Milano è anche una giungla di cantieri stradali che, talvolta, sembrano usati quasi in modo strumentale per creare ostacoli, chiudere strade, invertire sensi di marcia». Per Bernardini, inoltre, gli ambiti di sosta su strada «creano ghetti urbani. Vorrei essere libera di scegliere dove andare, cenare, divertirmi, studiare». Inevitabile l’accenno alla bicicletta, «entrata a gamba tesa in conflitto con il traffico veicolare. Le piste ciclabili hanno rubato spazio a una città che vive di movimento».

«In centro aree pedonali non usate dai pedoni»

«Non è ammissibile che chi vive in centro debba pagare l’ingresso alla propria abitazione dopo i primi quaranta gratis», ha aggiunto Giulia Panvini, architetto e candidata nel consiglio di Municipio 1: «In centro sono state create aree pedonali, come in piazza Castello, che in realtà non è utilizzata dai pedoni ed è un covo di delinquenza. Piazza Sant’Agostino sarà la stessa cosa. All’Arco della Pace la situazione è migliore solo perché con i locali rimane viva. Le pedonalizzazioni confliggono con questa fase in cui siamo obbligati a stare in casa e sono aumentate le consegne a domicilio. A Milano si costruiscono grattacieli per sembrare l’America o Dubai, ma poi certe strade sembrano da campagna padovana».

«Il commerciante di viale Monza e di corso Buenos Aires non è contrario a priori alle piste ciclabili ma vanno fatte in contesti diversi, come le strade parallele. La gente è abituata a recarsi in corso Buenos Aires in auto e oggi non trova più parcheggio», ha fatto eco Cristina Giraudo, ottica e candidata al consiglio di Municipio 2.

Contestatissima anche la futura Ztl dell’Isola: «E’ una zona molto frequentata, densa di attività e locali. La scelta impatterà molto sulle strade del quartiere e ci saranno forti disagi nell’area nord della città», il commento di Roberta Baldassin, ESPONENTE DI MUOVERMI «Le fasce deboli, come i disabili e gli anziani, trovano l’attuale mobilità inqualificabile, tutt’altro che fluida. E’ caotica e a ostacoli. La giunta sembra creare nuove barriere e dividere i cittadini».

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