Orietta Colacicco: M4, non si dorme! Ma è musica rumorista. – Capitolo 4

Milano

Il concerto  inizia alle 6 e finisce alle 23, 23,30. Come lamentarsi? Siamo tornati ai futuristi di Filippo Tommaso Marinetti con la musica rumorista. E qui non c’è neanche bisogno del musicista  Luigi Russolo, che, pubblicata nel 1913  l’ “Arte del Rumore”, crea l’intonarumori, un apparecchio che simula boati, gorgoglii, sibili, ronzii, scoppi di motore e può ronzare, sferragliare, rombare, conl’amplificazione del rumorharmonium. Qui è tutto naturale, ci pensano i camion, le manovre, il cemento scaricato nelle fosse.

Stazione Vetra

Non c’è da prenotare e non ci vuole  il biglietto. Si paga con le ore di sonno perdute e i nervi tesi. I fortunati ancora una volta sono il popolo di M4, quelli che abitano davanti e intorno ai cantieri dove si stanno realizzando le stazioni della Linea Blu della Metropolitana.  Scavate le gallerie,  le due talpe provenienti da San Cristoforo (tratta ovest) e le due Tbm più grandi, le talpone della tratta centrale sono sbucate in Solari nel cantiere davanti al Parco, poi nominato Don Giussani, che darà vita alla stazione, che si chiamerà…. Coni Zugna. E chissà perché? Coni Zugna è via lunghissima, che arriva all’angolo di Corso Genova. E tutti vorranno prendere la tanto agognata M4 per andare in Coni Zugna?, ma a fare che? Per andare al Parco! Per inciso il parco sta fra gli inizi di Coni Zugna, via Foppa, via Savona e via Montevideo. Mah che c’entra?? E’ un’altra fantasia priva di senso. Ridateci per cortesia Stazione Solari, meglio Stazione Parco Solari. Ma questa è un’altra storia, su cui tornare. Adesso preoccupa  Morfeo, in Foppa non riesce ad arrivare, manca quindi il delivery del sonno, neanche in Vetra, avrà paura dei parchi? Invece no non si dorme neanche in piazza Bolivar. Patapunfete, giù il cemento una volta, due, ssblum, trrrr, grrrr e via. E se anche non ne puoi più, chiudere gli occhi di giorno, magari un riposino, una pennichella sono impossibili.  Tutti in smart working, sai che piacere. Ma perché iniziano alle 6? Certo i lavori sono in ritardo di un anno e mezzo, o addirittura due, se abiti in De Amicis.  Ma alle 6, dare il via non si può. È anche scritto, se mi ricordo bene nelle 119 prescrizioni e 23 raccomandazioni del Cipe, ma bisogna leggerle. Soluzione? Ci vuole tanta pazienza, le stazioni vanno terminate, ma bisogna che ci dicano quanti giorni ancora dura la musica e chiedere mitigazioni. Si può iniziare alle 7 e finire massimo alle 22, recuperare le ore lavorando anche il sabato. Poi, domanda, chissà che fine ha fatto quel vecchio bando che offriva i doppi vetri? Se ne parlava già nel 2014 e i lavori sono iniziati nel 2016. Tutti i frontisti se ne sono avvantaggiati? Devono poterli richiedere anche ora!

Alla prossima….

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