Il commento di Luciano: 15a giornata di serie A

Sport
Ben ritrovati amici calciofili, buon anno a tutti nella speranza che non solo lo sport, ma tutto il pianeta possa presto riprendere la vita come è naturale che sia. La quindicesima presenta una sequenza ininterrotta domenicale, per la ripresa post natalizia, e parte all’ora di pranzo con Inter-Crotone, un anticipo in cui gli uomini di Conte devono confermare una striscia vincente che dura da 7 partite. Impresa, allo stato attuale, tutt’altro che remota anche se è il Crotone a prendersi l’onore del primo gol del 2021, con Zanellato al 12′ che di testa sorprende la difesa nerazzurra.  All’avversario, però,  l’Inter concede soltanto 8 minuti di illusione, perché al 20′ Lautaro dà inizio a quello che alla fine sarà il concerto nerazzurro di benvenuto al nuovo anno. Assist prezioso del solito Lukaku, e stavolta Lautaro non sbaglia infilando a mezza altezza sulla sinistra, alle spalle di Cordaz. Poco dopo il 30′ ancora lui si lancia su un cross di Barella e in pratica costringe Marrone all’autogol, per il 2-1 che dura però soltanto 5 minuti. Un rigore per un pestone in area di Vidal su un avversario, concede il nuovo pareggio al Crotone con Golemic. Ma nella ripresa l’Inter torna a premere sull’acceleratore e al 57′ torna in vantaggio, gran gol di Lautaro ancora su assist di Lukaku. Ancora 7 minuti, e al 64′ è proprio Lui, il gigante belga, a siglare il 4-2 con una poderosa azione personale, inarrestabile. Ormai senza freni, Lautaro fa tripletta personale al 78′ e a 2′ dal termine è Hakimi a firmare il tennistico 6-2 finale, per l’ottava vittoria consecutiva di una squadra che, a dispetto delle imperfezioni ancora presenti, inaugura il nuovo anno in testa alla classifica, in attesa dell’esito di Benevento-Milan.
Nel pomeriggio, raffica di partite dalle 15 ma piuttosto avare di gol almeno fino all’intervallo. In vantaggio infatti soltanto 4: Lazio, Atalanta, Napoli e Torino nei rispettivi incontri con Genoa, Sassuolo, Cagliari e Parma.  Nella ripresa, tempo di pioggia, neve e valanghe, ma anche di grandinate nerazzurre tra Milano e Bergamo…
L’Atalanta che già era in doppio vantaggio sul Sassuolo a fine primo tempo, sembra non fermarsi e al 4′ della ripresa si porta sul 3-0 ancora con Zapata, autore del primo gol (seguito dal raddoppio di Pessina al 45′) e centra la quaterna al 57′ con il gollazzo di Ilicic. Ingorda la Dea, entra Muriel al 63′ e ci mette 4 minuti a firmare la cinquina. Gol della bandiera del Sassuolo al 75′ con Chiriches, finale 5-1, la Dea torna a ruggire anche senza il Papu.
CagliariNapoli avanti al 25′ con Zielinski, pareggio del Cagliari al 60′ con J.Pedro, ma Zielinski  3 minuti dopo riporta in vantaggio la squadra di Gattuso. Per il Cagliari si fa dura, anche perché gioca in 10 dal 64′ per l’espulsione di Lykogiannis, e difatti il Napoli avanza ancora con Lozano al 74′ e con Insigne (rigore al minuto 81), per il 4-1 finale.
Lazio e Genoa lottano a Marassi per obiettivi diversi, ma ad una manciata di minuti dal termine si trovano in perfetta parità per il gol di Immobile su rigore al 15′ del primo tempo, raggiunto dal pareggio di Destro al 58′. E pareggio rimane (1-1) , Lazio delusa forse più del Genoa, un punto che non soddisfa nessuna.
L’altra romana, detta Roma di mister Fonseca, riesce a tenere il passo delle due di testa battendo la Sampdoria (1-0) un po’ a fatica, con un gol di Dzeko al 73′.
Su un Olimpico reso pesantissimo da un autentico diluvio, dopo in primo tempo avaro di emozioni, nella ripresa i giallorossi alzano il ritmo e assediano la porta di Audero. Dopo una clamorosa traversa di Smalling, il risultato si sblocca grazie a Dzeko che, su assist di Karsdorp, pesca l’angolino con una splendida girata di prima intenzione con il destro. Grazie a questo successo la Roma rimane da sola al terzo posto in classifica. Battuta d’arresto per i blucerchiati, che pagano dazio anche per la giornata di luna storta di Quagliarella.
Al Franchi di Firenze non c’è voglia di ostilità e Fiorentina Bologna si spartiscono la posta (0-0) in uno dei tanti scontri salvezza. Il Bologna sale a quota 16, la Fiorentina a 15, anche se la Viola è l’opposto della squadra pimpante che 10 giorni fa allo Stadium infliggeva un secco 3-0 alla Juventus. Detto questo, il focus della squadra di Prandelli resta la salvezza ma si dovrà fare molto di più rispetto alla prestazione di oggi. La Fiorentina fatica a costruire gioco e occasioni, mentre dall’altra parte il Bologna ha il problema di non saper concretizzare. Ok Dragowski bravo in uscita, ma la compagine di Mihajlovic ha sprecato troppo quando ha avuto il pallone nell’area avversaria.
Vince il Verona in casa dello Spezia, (0-1) con uno strepitoso gol in rovesciata di Zaccagni al 76′, contro un Spezia in difficoltà da alcuni minuti per l’espulsione di Chabot (doppia ammonizione). Veneti che partono forte, comandando il gioco per una mezz’ora prima che lo Spezia riesca a prendere un po’ di campo e abbozzare una reazione. Fasi alterne nella ripresa, ma poi l’episodio del rosso a Chabot e il susseguente eurogol di Zaccagni chiudono la partita.
Al Tardini di Parma, i ducali soffrono un Torino dalle corna di nuovo pungenti, e subiscono uno 0-3 abbastanza pesante. Singo, Izzo e Gojak regalano tre punti pesantissimi a Giampaolo e mettono nei guai Liverani. Il Torino sblocca subito il match: Singo avvia il contropiede, serve Belotti e si butta nello spazio. Bravissimo il Gallo a pescare il taglio del compagno in area, Sepe battuto. Da quel momento inizia la partita tutta sacrificio dei granata, che si chiudono e mordono su ogni pallone, anche se rischiano troppo con un possesso di palla basso sulla pressione avversaria. Nella ripresa gli ospiti cercano più la profondità e si appoggiano a Belotti, che confeziona una palla gol per Verdi, ma il compagno spreca malamente. Il Parma aumenta i giri e i centimetri, con l’ingresso di Inglese al fianco di Cornelius: i granata resistono grazie a una prova di solidità e sacrificio da sottolineare. E nel finale chiudono il match con Izzo e Gojak: superato il Crotone, che ora è all’ultimo posto in classifica, il Torino a quota 11 con Spezia e Genoa. E il Parma è ad un solo punto sopra.
Ed è il turno del Milan, che a Benevento va ancora in campo orfano di Ibrahimovic, ma ancora una volta riesce a respingere l’assedio dell’Inter, che l’aveva momentaneamente sorpassato con il fragoroso successo sul Crotone, ma torna in seconda posizione, ad un solo punto sotto. Eppure non è stata una vittoria facile, a dispetto di un 2-0 maturato con un rigore di Kessie al 13′ e di un gran gol di Leao al 4° minuto della ripresa, quando la squadra era già in sofferenza per l’inferiorità numerica (espulso Tonali al 33′ per brutto fallo su Letizia). Al 60′ però il Benevento butta letteralmente alle ortiche l’occasione d’oro per accorciare le distanze e riaprire la partita: atterramento in area di Caprari ad opera di Krunic, ma dal dischetto lo stesso Caprari calcia incredibilmente a lato, con Donnarumma spiazzatissimo. Il Milan regge ancora, anzi potrebbe addirittura portarsi sullo 0-3 se i pali non avessero provveduto a respingere tiri di Calhanoglu Kessie. In precedenza, palo anche del Benevento al 21′ del primo tempo, con Insigne, che avrebbe significato il pareggio, ma nel complesso il Milan si è rivelato ancora una volta squadra di carattere, che si oppone con forza ad ogni negatività. E il premio, almeno per ora, è la riconquista della vetta ma l’Inter è diventata un rullo compressore ed è sempre lì, attaccata al paraurti rossonero.
Vediamo intanto cosa ha combinato la squadra di Pirlo nel confronto di domenica sera a Torino. L’Udinese di Gotti si batte con orgoglio contro un avversario palesemente di livello superiore,  anche se non al meglio della condizione, e deve alla fine cedere il passo. 4-1 il punteggio finale, che ha inizio con dopo 30 minuti di gioco un po’ incolore, in bianco e nero ma certamente non degno dei giorni migliori delle maglie della squadra. Anzi, al 10′ è l’Udinese a metter palla in rete con De Paul, peccato che il VAR colga un lieve tocco di mano durante l’azione combinata con Lasagna. Gol annullato, scampato pericolo e la Juventus prova a forzare le maglie difensive friulane, ma fino al 31′ non trova varchi. Lo trova però a quel punto il solito “grimaldello” bianconero CR7, giocatore chiave che ancora una volta sblocca una partita inizialmente scorbutica. Il 35enne portoghese non accenna a perdere lo smalto nei 16 metri, riceve palla da Ramsey e in pochi passi si accentra lasciando partire un secco diagonale che non dà scampo a Musso. Al riposo in vantaggio di misura, i bianconeri ad inizio ripresa provano a chiuderla e se ne incarica Chiesa al 49′ con un gran gol su lancio di Ronaldo. Pochi minuti dopo Ramsey la mette ancora ma il terzo gol viene annullato, anche questo per tocco di mano. Traversa al 57′ per l’Udinese con Striger-Larsen, ma il rammarico non basta, e Ronaldo al 70′ punge ancora realizzando la sua ennesima doppietta. Partita virtualmente chiusa salvo che nel punteggio, che potrebbe ancora cambiare per l’Udinese, ma la traversa spegne ancora ogni sollievo sul tiro a botta sicura di Zeegelaar. Sconfortata, l’Udinese si spegne, ma ha un guizzo con lo stesso giocatore che poco prima colpiva la traversa. Stavolta sbaglia tutto il bianconero FrabottaZeegelaar da due passi insacca su assist di Nestorovski, 3-1 al 91′. Non finisce ancora, il tabellone deve marcare un altro gol:  è Dybala, che dopo una prestazione abbastanza sbiadita, sfrutta un servizio in profondità di Danilo e fissa il punteggio sul 4-1. Juventus quindi che resta in scia, ma parecchio distanziata dalla coppia di testa, anche se il campionato è ancora lungo e tutto può cambiare. Vedremo intanto se inizia a farlo da mercoledì prossimo, quando proprio la Juventus se la vedrà con la capolista. E una delle due, se non entrambe, potrebbero lasciare ancora punti sul cammino che l’Inter sarebbe pronta a raccogliere, affrontando la Sampdoria alla ricerca della vittoria consecutiva numero 9, per allungare una serie già piuttosto consistente.
Arrivederci al prossimo turno (infrasettimanale) !

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