Ancora le femministe, ancora Montanelli nel mirino: bambola choc tra le braccia

Milano

E’ stata ancora una volta presa di mira la statua di Indro Montanelli ai giardini di via Palestro a Milano. “L’artivista Cristina Donati Meyer – ha scritto in una nota – ha completato il monumento, integrandolo con la bambina dodicenne, schiava sessuale, che il giornalista comprò in Eritrea, durante l’occupazione italiana”. Elusa la sorveglianza della polizia e scavalcando la fila di reti e transenne, l’artista-attivista, ha posato in braccio alla statua del giornalista il fantoccio di una bambina eritrea e affisso un cartello esplicativo: “Il monumento a Montanelli, così, è completo – è scritto su un foglio attaccato alla base -. Non occorreva colorare la statua, era sufficiente aggiungere sulle ginocchia la bambina eritrea di 12 anni della quale abusò da soldato colonialista”. Gli agenti sono intervenuti, fermando l’artista, che è stata identificata, e interrompendo “la performance non violenta di disobbedienza civile”. Qualche settimana fa la statua era stata imbrattata da un collettivo studentesco. (ansa)

La cronaca di Enrico Pluda

L’assemblea ai giardini Montanelli del collettivo femminista “Non una di meno”, che già in passato ha imbrattato la statua del giornalista toscano, ha indotto la prefettura a isolare e presidiare la zona. Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Locale sono massicciamente impegnati.

Presidio delle forze dell’ordine alla statua di Montanelli

MONTANELLI PROTETTO. Ingressi chiusi, zona transennata per impedire l’accesso alla zona della statua in occasione del PRIDE

Il grossolano riferimento alla Storia, denuncia semplicemente non conoscenza della valenza di un fatto circoscritto della storia che non intacca la grandezza del giornalista scrittore. La lotta poi alle statue “storiche” è solo ridicola.

Dimenticare il contesto storico, un’idiozia

Agiamo News – Amici Giardini Pubblici Montanelli

2 thoughts on “Ancora le femministe, ancora Montanelli nel mirino: bambola choc tra le braccia

  1. Montanelli stesso ammise durante un intervista del ’69 che se le stesse azioni che ha compiuto in Africa le avesse fatte in Europa il suo sarebbe stato uno stupro. Quindi era consapevole che quello che stava facendo era una violenza. Lui non era africano, era nato in Italia, conosceva le posizioni italiane, le leggi italiane e la morale italiana. Si era formato in un contesto dove ciò che ha fatto era uno stupro, tra l’altro di minore. Non è che se cambi paese la cosa cambia. Le faccio un paragone: In Italia, ovviamente l’infibulazione è illegale, oltre che assolutamente immorale. Se lei oggi, andasse in un paese dove questa pratica è accettata e la applicasse su una bambina commetterebbe comunque un’azione illegale, oltre che ovviamente immorale e lei saprebbe che è così, anche se nel paese dove la applica è legale farlo. Infine, Montanelli non si è mai pentito, non ha mai ammesso l’abominio fatto. Ed è morto nel 2001, quindi ci sarebbe stato tutto il tempo. L’unica cosa ridicola qui sono i poliziotti che transennano una statua di nessun valore storico, visto che è stata prodotta nel 2006, tra l’altro pure bruttina !

  2. Le stronze cretine femministe se la prendono con la “schiava sessuale”, ma ignorano la schiavitù sessuale in voga oggi dell’ utero in affitto.

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