Festosa “invasione” dei nostri Alpini domenica mattina in Piazza Duomo

Milano

Domenica  mattina si è svolta, come tutti gli anni nella seconda domenica di dicembre, la grande manifestazione organizzata a Milano dall’Associazione Nazionale Alpini: alzabandiera sul pennone appositamente allestito sul sagrato, accompagnato dall’Inno nazionale, S. Messa in Duomo in onore dei caduti – Alpini e non – di tutte le guerre, durante la quale sono stati cantati brani sacri agli Alpini, come  Stelutis Alpinis e Signore delle Cime.

Al termine, brevi prolusioni sul sagrato da parte delle Autorità locali seguite dal discorso del Presidente della Sezione ANA di Milano, Luigi Boffi, l’ultimo del suo mandato decennale ormai prossimo alla scadenza, quindi un po’ il suo testamento spirituale.

Poi il lungo corteo si è avviato lungo Via Orefici, snodandosi in seguito per Via Meravigli, Corso Magenta, Via Nirone, fino a raggiungere il Sacrario dei Caduti dove è stata depositata una corona d’alloro al suono della Canzone del Piave e successivamente del Silenzio, nella commozione generale.

Questa è soltanto l’ultima delle quattro manifestazioni alpine ospitate in questo 2019 dalla nostra città: oltre all’Adunata nazionale “del centenario” con l’immensa sfilata dalle 9 del mattino alle dieci di sera, la commemorazione appunto del centenario della fondazione dell’Associazione, con l’apposizione di una targa in Galleria Vittorio Emanuele (l’unica che ha l’onore di essere ospitata nel salotto dei milanesi) poi il decennale della beatificazione di Don Gnocchi e,  ultima, la S. Messa in Duomo.

La tradizione della S. Messa di Natale in onore dei caduti è stata concepita da Peppino Prisco, Sottotenente degli Alpini appena tornato dalla campagna di Russia nell’immediato dopoguerra, con alcuni amici, tra i quali il Beato Don Carlo Gnocchi, cappellano alpino anch’egli reduce di Russia, inizialmente in una chiesa di Via Torino; il successo di pubblico ha indotto negli anni successivi al trasferimento dapprima alla Chiesa di S. Carlo in Corso Vittorio Emanuele e successivamente in Duomo.

Significativo e molto applaudito lo striscione che ha aperto la manifestazione: “ Alpini, … esempio per l’Italia. Fatti, non parole!” a sottolineare la generosa presenza degli Alpini in ogni occasione in cui è richiesta, dalle grandi calamità naturali, con la Protezione Civile di cui costituiscono la struttura portante, agli innumerevoli interventi locali, attività elencate tutti gli anni nell’apposito Libro verde (il colore dell’Associazione) dell’ANA.

Piazza Duomo ha visto tanti tricolori come non mai,  un tripudio di bianco, rosso e verde, con  i Gagliardetti di ben 398  Gruppi (l’unità di base dell’organizzazione, su base comunale) e dei vessilli delle numerose Sezioni di tutta Italia; hanno voluto onorare la manifestazione anche i Gonfaloni di oltre un centinaio di Comuni, prevalentemente ma non solo lombardi.

Presenti il Presidente dell’Associazione, Sebastiano Favero, il quale insieme ai Consiglieri nazionali ha scortato il Labaro dell’ANA, decorato di ben 114 medaglie d’oro, e il Comandante generale delle Truppe alpine, Generale Berto.

La Fanfara della Brigata Taurinense ha suonato l’Inno di Mameli e il “Trentatrè” (la marcia degli Alpini) in occasione dell’apertura e della chiusura della manifestazione, suscitando intense emozioni negli astanti.

I milanesi presenti in gran numero sul sagrato, in Duomo e lungo le strade percorse dal corteo non hanno fatto mancare agli Alpini la loro simpatia e il loro entusiasmo, espressi con lunghi e frequenti applausi, che hanno sottolineato l’apprezzamento per i valori di italianità, solidarietà e fraternità testimoniati dagli Alpini in innumerevoli occasioni.

Paolo Ponzano

(S. Ten. Alpino)

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