Porta Nuova si espande: con ”Porta Gioia” e una «green line» che va fino ad Expo

Milano

La rivoluzione di Porta Nuova, immaginata durante la giunta Albertini, messa a punto durante il governo del sindaco Moratti e inaugurata dalla giunta Pisapia, era stato stato il primo segno di rinascita della città. Dai grattacieli cresciuti attorno a una grande “biblioteca” di alberi, ora Porta Nuova s’espande, inglobando 26omila metri quadrati lungo via Melchiorre Gioia, con più d’un miliardo di euro d’investimenti per ridisegnare un altro pezzo di città, ‘Porta Nuova Gioia’, l’area adiacente al quartiere di Porta Nuova: con 20mila mq di nuovi spazi pubblici. Come riporta il Corriere “la «provocazione» di Coima è incanalare la rigenerazione urbana in un «corridoio verde» che punta a Nord Ovest, fino all’ex area Expo. Una «green line» di una decina di chilometri che correrebbe lungo i binari collegando altri progetti di riqualificazione: dallo scalo Farini, alla Bovisa, all’area di via Stephenson, fino al polo di ricerca di Mind. Il primo passo si declina in quattro bandierine sulla carta: Gioia 20, Pirelli 35, Gioia 22 e Pirelli 39, l’ultima tessera della campagna acquisti di Coima. Dopo la furibonda asta di marzo, per il «Pirellino» il Comune ha incassato ieri il super assegno da 194 milioni.” Ora è stato indetto un concorso aperto a tutti gli studi di architettura che si svolgerà in più fasi. La prima, entro dicembre, porterà all’individuazione di cinque studi finalisti che, come ha spiegato lo stesso Manfredi Catella «potranno anche proporre di abbatterlo in parte o completamente, per riedificarlo da zero».

Riguardo a queste strutture l’ad di Coima  spiega che volutamente non sono state date indicazioni. L’obiettivo finale sarebbe infatti quello di unire al parco e al cuore di Porta Nuova con percorsi verdi e pedonali, tutta quell’area che la strada taglia fuori, sacrificando probabilmente proprio la stecca sospesa. Palazzo Marino avrebbe chiesto una soluzione che sblocchi l’ostacolo creato dal grande incrocio. La commissione ha già dato l’assenso al masterplan complessivo dei nuovi innesti che sarà svelato in primavera un investimento totale di oltre un miliardo di euro su tutta l’area, 350 milioni per gli appalti e 40 milioni di investimenti in architettura e che, come riferisce il Corriere “comprende la torre di Gioia 22, disegnata dallo studio di Cesar Pelli al posto dell’ex palazzo Tnps: i 26 piani saranno pronti a fine 2020. «Saranno un punto di riferimento in termini di sostenibilità». Altri due edifici, ideati dallo studio Citterio-Viel, spunteranno entro il 2022 sui terreni di Gioia 20. E a gennaio sarà scelto il progettista che rivoluzionerà l’ex Telecom di Pirelli 35. “

L’ad Catella spiega che, se la loro suggestione è una “green line” pedonale lungo i binari fino all’area Mind, possono però occuparsi  di un pezzo, il Comune deve però prendere in mano la regia tra i vari interventi. Per Maran l’idea può essere raccolta: «È previsto dal Pgt. L’unico punto su cui manca una soluzione è il tratto tra Farini e Garibaldi. Il Pgt però consentirebbe a Fs di spostare volumetrie sui suoi palazzi in zona finanziando la copertura dei binari» per creare quell’«high line» in stile newyorchese.

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