Confindustria: Brunetta, “Il disastro del Governo Gialloverde, finanza pubblica pre-default”

Economia e Diritto
“L’economia italiana è un disastro. Anche Confindustria oggi lo ha scritto a chiare lettere, azzerando le stime di crescita del Pil per il 2019 e accusando pesantemente il Governo di aver “ipotecato i conti pubblici italiani”, per colpa delle sue costosissime misure assistenzialiste come il reddito di cittadinanza e la quota 100, che avranno effetti pesantissimi sulle nostre finanze nei prossimi anni. Crollo della domanda interna, rallentamento anche di quella esterna e investimenti che sono colati a picco (-2,5% escluse le costruzioni). Il quadro dipinto dal centro studi degli industriali è da economia di guerra. In particolare, l’analisi sullo stato dei conti pubblici è da allarme rosso. “Il governo – si legge nel rapporto – ha ipotecato i conti pubblici, non ci sono opzioni indolori, con la finanza pubblica siamo ad un bivio: o si sterilizza l’Iva o si dovrà far salire il deficit pubblico al 3,5% causando un ulteriore aumento dei tassi sovrani con pesanti effetti recessivi”.
Ma evitare l’aumento dell’Iva e contestualmente correggere il livello del deficit come previsto dall’accordo con la Commissione Europea è del tutto impossibile per Confindustria, dal momento che, per farlo, occorrerebbero 32 miliardi di euro, che il Governo, semplicemente, non ha a disposizione.  Pesantissima l’accusa contro le due misure bandiera del Governo, reddito di cittadinanza e quota 100 che, oltre ad aver prodotto effetti limitati sulla crescita, “hanno contribuito al rialzo dei tassi sovrani e al calo della fiducia, con un impatto negativo sulla crescita”. Per Confindustria, inoltre, non c’è alcuna possibilità per il Governo di evitare una manovra correttiva, stante la disastrosa situazione attuale: “A legislazione vigente il 1 gennaio 2020 ci sarà l’aumento di circa 3 punti delle aliquote Iva ordinaria e ridotta. L’attività economica sarà penalizzata, con un effetto negativo sulla crescita di 0,3 punti percentuali, anche se il deficit/Pil migliorerà per restare al 2,65″, che però “non basterà per realizzare quella correzione strutturale del bilancio richiesta dalle regole europee”. Pertanto, il centro studi conclude che sarà “comunque necessaria una manovra correttiva”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.