Recapitata dopo 40 anni, la bolletta di 97 euro non trova Alda Merini, ma il Naviglio

Milano

Milano e l’efficienza, il ritmo veloce, la capacità lavorativa. E’ questa la Milano che sentiamo sulla pelle quando vogliamo descrivere le sue qualità. D’altronde Sala, inteso come Sindaco proietta nell’Europa la sua grandezza, ci prefigura un futuro di conquiste, con uno sguardo sognante di sogni proibiti. Sarà così, i milanesi sono così, la città richiede…e parrebbe avere veramente la bacchetta magica. Ma le realtà critiche sono innumerevoli, i problemi da risolvere sono incombenti. Ad esempio lo smog non si sconfigge aspettando la pioggia o consigliando di stare al freddo con i caloriferi spenti. E in questa fantasmagorica città immaginata, una lettera, un semplice avviso per pagare la luce impiega 40 anni per arrivare a destinazione. Carniti- Merini, si legge. E per Merini si intende proprio la poetessa Alda Merini e il marito morto nel 1981. Lo scherzo del tempo, spiega il Corriere, è probabilmente un errore nei registri dell’azienda A2, una casualità insomma che è lunga 40 anni. Non si può pensare che succeda a Milano, le aziende funzionano con estrema efficienza…eppure una busta impolverata e sgualcita può vagare per quasi mezzo secolo senza trovare pace. La bolletta è di 97 euro. Mi piace pensare che l’ironia della grande Merini, si sia divertita a farle sorvolare il mondo, per capire che la vera Milano è ancora lì, al Naviglio Grande.

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