Troppi centesimi? L’idea solidale per ‘svuotare le tasche’

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Milano 26 Febbraio – Inutili? Fastidiosi? Da buttare? Macché. Nonostante lo stop scattato dall’1 gennaio al conio, c’è ancora chi pensa che gli spiccioli da 1 e 2 centesimi di euro possano servire a qualcosa. Per esempio a fare beneficenza (insieme ai “fratelli maggiori” da 5 centesimi). A questo hanno pensato nel piccolo paese di Arcisate, in quel lembo di Varesotto che confina con la Svizzera, che ha lanciato solennemente la“domenica delle monetine”, in programma per il 25 marzo. Dietro l’iniziativa, un barista, Gennaro Gesuito, con il negozio nel centro della Valceresio. L’anno scorso aveva piazzato sul bancone del suo locale un grosso vaso di vetro, invitando tutti a depositare le monetine rosse, pezzi che spesso restano nelle tasche a dare noia, per dare una mano ai bambini in difficoltà.

Dal bar di Acisate l’operazione si è presto estesa a Varese: sono stati raccolti oltre 20 chili di spiccioli. «Somme minuscole – spiega Gesuito – che però tutte insieme ci hanno permesso di fare molto per i bambini». Se l’anno scorso l’operazione svuota tasche aveva fruttato due cyclette al day hospital del reparto di onco-ematologia pediatrica dell’ospedale Del Ponte, quest’anno si punta più in alto. Gesuito e Fulvio Canevari, collega gestore del Caffè Biffi di piazza del Podestà a Varese, hanno deciso di fare le cose in grande, coinvolgendo tutta la provincia: «Vogliamo organizzare la più grande raccolta di “centesimini” mai effettuata – dice Gesuito – È partita una campagna di adesione, che vedrà coinvolti molti paesi, con singoli punti di raccolta che si riuniranno poi in un unico grande evento domenica 25 marzo in piazza del Podestà, nel cuore di Varese, in quella che ormai è definita la sede morale della manifestazione, il Caffè Biffi».

Missione compiuta. Anche perché l’idea ha già superato il confine del Varesotto per dilagare in pianura. In pochi giorni, hanno già aderito circa 15 paesi della zona e una ventina di attività. E c’è addirittura un’intera via di Milano che intende partecipare. «Per la destinazione – conclude Gesuito – si stanno valutando due-tre idee che ci stanno a cuore, sempre a sostegno dei bambini in difficoltà. Ma vista la partecipazione non è detto che non si riesca a concretizzarle tutte». Ciò che si chiede è «un piccolo gesto. Tutti noi – spiega Gesuito – abbiamo in tasca queste monetine. Danno fastidio e spesso finiscono sul fondo di una borsa. Donarle è un piccolo sacrificio, una rinuncia minima. Che per tanti bambini rappresenta però una grande opportunità. Rappresenta la possibilità di potersi curare, di poter studiare». Fra le idee, infatti, c’è quella di pagare l’asilo a chi non se lo può permettere. E quello che non fanno i servizi sociali e le tariffe agevolate dei Comuni potrebbero farlo i volenterosi pronti a regalare quei dischetti di rame dispersi ndei cappotti. Gli organizzatori invitano tutti a partecipare:«Aspettiamo numerose altre richieste, perché quando la solidarietà chiama, Varese c’è». Chi fosse interessato ad aderire o anche solo a saperne di più, può contattare gli organizzatori scrivendo a g.gesuito@hotmail.it.

Simona Carnaghi (Il Giorno)

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