Allarme Tbc in Lombardia: 10 casi sospetti al giorno nei centri accoglienza profughi

Lombardia

Nel mese di dicembre 304 test, quasi 200 le malattie accertate. La Regione: «Cure ai clandestini, lo Stato ci deve 80 milioni»

Milano 21 Gennaio – Lombardia a rischio tubercolosi e scabbia. L’allarme, scoppiato la scorsa estate con l’aumento degli sbarchi di profughi poi inviati in regione, è reale e coinvolge tutte le Ats della Lombardia.

La mappa delle malattie “sbarcate” assieme ai profughi a dicembre ha confermato come ogni giorno ci sono stati almeno dieci casi sospetti di Tbc e due trattamenti anti scabbia ogni 24 ore. Dati allarmanti se si considera che i vaccini somministrati dalla regione sono rimasti “costanti” malgrado il numero dei richiedenti asilo sia diminuito proporzionalmente agli sbarchi avvenuti sulle coste italiane. Secondo il report lombardo a dicembre 2017 sono state effettuate 586 vaccinazioni, 304 test di Mantoux (tubercolosi), 187 controlli di secondo livello per la tubercolosi e 45 trattamenti anti scabbia. II numero di prestazioni sanitarie erogate dalle Ats lombarde nel corso dello stesso mese ha superato quota 480 con altri 380 accessi per visite mediche al presidio allestito alla stazione Como San Giovanni dove l’allarme si chiama scabbia.

Come dire che ogni giorno ospedali e Ats del territorio nell’ultimo mese hanno accudito in media almeno 30 profughi accolti nei centri della regione. In questo senso la Ats di Brescia (8) dopo Milano (29) è quella con la maggior percentuale di interventi per scabbia seguita da Bergamo (4) e Pavia (3). Quella dell’Insubria è prima per sospetta tubercolosi (95 casi sospetti)) mentre le vaccinazioni rappresentano il 48% delle prestazioni erogate a Sondrio e in Valcamonica. «II fatto che possano arrivare sul territorio lombardo dei clandestini portatori di malattie conferma come il governo italiano sia totalmente allo sbando nel gestire, o meglio non gestire, la questione relativa all’immigrazione – ha rimarcato l’assessore regionale alla sicurezza Simona Bordonali – . Purtroppo i problemi si riversano poi sul territorio. La Regione Lombardia in materia di immigrazione fa tutto quanto di propria competenza. Anzi, è lo Stato centrale che ci deve ancora 80 milioni di euro». Non solo. «Garantiamo controlli igienico sanitari agli immigrati che arrivano, nell’ottica di tutelare la salute dei lombardi, e all’interno delle strutture di accoglienza -ha ricordato l’assessore-. Grazie al lavoro dell’assessore Gallera e di tutti gli operatori delle Ats, l’attività si è sempre svolta in maniera puntuale con tutte le visite necessarie per verificare la presenza di patologie infettive come la Tbc o la scabbia».

Così nonostante con la stagione invernale gli sbarchi sulle coste italiane siano diminuiti, continuiamo a erogare migliaia di prestazioni sanitarie. A dicembre sono state 1.122 in tutta la Lombardia ma nei mesi di maggiori flussi siamo arrivati fino alle 4.000 di luglio. Chiaro quanto è chiaro che il prossimo governo dovrà risolvere il contenzioso con la Regione, costretta ad anticipare i trattamenti sanitari dei profughi senza aver ottenuto fino ad oggi nessun euro di rimborso dallo Stato.

Giuseppe Spatola (Libero)

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