Attenti al lupo…

Zampe di velluto

C’è ancora spazio prima che l’estate scivoli nei colori dell’autunno per qualche nuotata al mare, per qualche gita nei boschi, per qualche viaggio avventuroso. E così torna l’eterno avvertimento che, da Cappuccetto Rosso in poi, è riecheggiato nei confronti di chi si appresta a partire: «Stai attento!» A cosa? I pericoli (ma anche le occasioni) sono incontabili… Forse dovremmo cantare con Lucio Dalla “Attenti al lupo” e pensare, per esempio, all’esemplare fotografato nel Parco del Ticino a maggio, nei boschi tra Magenta e Boffalora? Bill Gates, che da diversi anni dedica gran parte del suo tempo, e delle sue risorse economiche, a iniziative filantropiche, dice che i lupi uccidono 10 esseri umani all’anno, in tutto il mondo.

Minaccia o occasione di ristabilire ecosistemi? Un tema sicuramente difficile da affrontare, valutare, accogliere.

Il lupo, un tempo diffusissimo in tutti i vasti boschi del territorio italiano, compresa la Lombardia, è stato oggetto di persecuzione diretta da parte dell’uomo; a causa della distruzione dell’habitat, della diminuzione degli ungulati selvatici e della lotta contro le specie pericolose, la popolazione italiana di lupo ha subito un forte declino. All’inizio degli anni ’70 la specie aveva raggiunto il suo minimo storico, arrivando a contare un massimo di 100 individui, concentrati in piccoli nuclei isolati nell’Appennino centro-meridionale. A partire dall’inizio degli anni ’80 però, il lupo, ha iniziato a ripopolare l’arco appenninico verso Nord. E ora è stato avvistato in pianura.

La presenza di un esemplare, nella zona centrale del Parco del Ticino, è stata accertata dal professor Alberto Meriggi dell’Università di Pavia e dalla dottoressa Olivia Dondina dell’Università Bicocca di Milano, grazie allo studio di immagini catturate con fototrappole.

Chi vuole documentarsi sull’argomento può iniziare a leggere “La bestia feroce. Quando i lupi mangiavano i bambini nell’Italia padana” di Mario Comincini, storico del territorio abbiatense e “L’uomo e la bestia antropofaga. Storia del lupo nell’Italia settentrionale dal XV al XIX secolo”degli autori Aldo Oriani, Claudia Morbioli, Roberta Castiglioni, Adriano Martinoli e Mario Comincini.

Ma può anche pensare di visitare il parco naturale “Uomini e lupi” in Val Gesso nelle Alpi Marittime o “Alphaloup le Parc des loups du Mercantour” in Francia.

È possibile leggere gli estratti del convegno “Il perchè del ritorno del lupo sulle Alpi” che si è tenuto nel Verbano Cusio Ossola il 16 agosto, a cura del Parco Nazionale Val Grande, Gruppo Grandi Carnivori CAI e Aree Protette dell’Ossola.

O partecipare stasera 1 settembre, con il ricercatore Mattia Colombo, alla serata dedicata al lupo, a Briga Alta, in alta Valle Tanaro.

Oppure attendere che qualche ente del nostro territorio, e il Parco del Ticino sembrerebbe aver valutato l’ipotesi, organizzi un convegno sull’argomento, per rendere edotta la popolazione su questo predatore alfa, con cui non siamo più abituati a convivere.

Paola Mazzullo                 Pubblicato su La Libertà – Abbiategrasso

Curiosità

Qual’è la specie animale più pericolosa per l’uomo? La maggior parte di noi potrebbe pensare agli squali o ai leoni, ma c’è qualcuno di più temibile anche se di dimensioni molto ridotte…

Le morti causate ogni anno dagli squali sono all’incirca 10; quelle causate dai leoni arrivano a 100; stesso numero per gli elefanti. Con i coccodrilli si stima siano 1000. A stupire è il cane che uccide 25.000 persone all’anno.

Ma il record lo detiene la zanzara del genere Anopheles, vettore della malaria, con oltre 500.000 vittime.

I dati provengono dalle indagini svolte da Bill Gates. La classifica si avvale di fonti diverse e si tratta di stime, inevitabilmente, con potenziali consistenti margini di errore.

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