Bernabò e i suoi parenti – I castelli di Milano e Cusago, concepiti da un litigio tra parenti.

Milano

Milano 27 Maggio – Quando il potere dei Visconti sul ducato di Milano era esercitato contemporaneamente da due fratelli, Bernabò e suo fratello Galeazzo II, che diffidavano l’uno dell’altro, il territorio fu diviso in parti uguali. Anche la stessa città di Milano fu divisa in due: la parte orientale a Bernabò, e quella occidentale a Galeazzo II; un po’ come accadde alla moderna città di Berlino dopo la seconda grande guerra.

Fu Galeazzo II a iniziare la costruzione di quello che divenne il castello di Milano. L’antico scrittore Bernardino Corio ci fa sapere che “nell’anno 1358 Galeazzo principiar fece in Milano il castello di Porta Zobia, e fu compiuta la grandissima fabbrica nel 1368”. Galeazzo II e sua moglie Bianca di Savoia in realtà avevano posto la loro residenza a Pavia, dove avevano fatto costruire un castello a tale scopo. La nuova costruzione presso Porta Giovia non era molto grande, limitandosi alla parte che ancora oggi è conosciuta come la ‘Rocchetta’. Lo scopo di Galeazzo II nel costruire il castello, era soprattutto quello di premunirsi contro il fratello Bernabò.

La pronta risposta di Bernabò fu la costruzione di un’altra fortezza nella parte orientale della città (luogo sul quale Francesco Forza fece in seguito costruire l’Ospedale Maggiore Ca’ Granda, ora sede dell’Università Statale). I due signori di Milano avevano un temperamento molto diverso: serio e taciturno Galeazzo; cordiale, allegro e donnaiolo Bernabò. Sembra che l’unica cosa che li accomunasse fosse la tirannide e la crudeltà.

Bernabò, che tra i due era il più incline a socializzare e godersi la vita, rifiutava di pensare solo alla guerra e non perdeva occasione per dilettarsi nel suo sport preferito: la caccia. Cusago, allora verdeggiante riserva, divenne luogo di villeggiatura e di caccia. Bernabò dimostrò sempre di amare particolarmente la residenza di Cusago e se ne servì per lunghi periodi.

Qui, infatti, non aveva fatto collocare solo stalle, recinti per lepri e altre strutture legate all’attività della caccia; vi trovavano sede anche le strutture legate all’esercizio del potere. A causa della sua funzione residenziale e non difensiva, il castello di Cusago, contrariamente a quello di Milano, è privo di fossato. E’ evidente che qui Barnabò si sentiva al sicuro.

Sia il castello di Milano che il castello di Cusago si possono ancora oggi ammirare, benché abbiano più di 650 anni.

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Michela Pugliese

Dal libro ‘All’ombra del castello’ di Michela Pugliese.

Sito: gocciadinchiostro.wordpress.com

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