Cinque anni dopo la morte di Gheddafi il mondo è meno sicuro

Esteri

Milano 21 Ottobre – San Tommaso d’Aquino, nella sua monumentale opera, spiegava che uccidere i Tiranni era possibile. Con alcune condizioni. Una di queste era che la situazione, dopo la morte, non sarebbe stata peggiore. Sarkozy ed Obama non devono essere dei grandi ammiratori di San Tommaso D’aquino, evidentemente. Altrimenti Gheddafi sarebbe ancora vivo. Mi sembra, invece, che siano entrambi seguaci della teoria del Caos. O, quanto meno, il Caos segue i loro passi da vicino. Questo è quello che è successo in Libia. Di tutte le sfortunate Primavere Arabe quella finita peggio, e peggio non arriva nemmeno lontanamente vicino a quanto male sia andata, è stata quella Libica. Dopo cinque anni di Governi ce ne sono tre, non contando quello dell’Isis. Ecco, questo dettaglio spiega quanto le cose siano irrecuperabili: ovunque lo Stato Islamico perde terreno. Ovunque, ma non in Libia.

Le conseguenze le possiamo vedere tutti in Stazione Centrale. Nonostante la disinformazione che circa nelle reti Tv nazionali, i profughi non sono apparsi per miracolo due anni fa. Non si tratta di alieni che improvvisamente sono atterrati a Lampedusa esprimendosi con frasi tipo “ET telefono casa”. Sono normalissimi esseri umani che da sempre vogliono migliorare la loro condizione sociale e che hanno visto nell’Europa la meta ideale. Solo che, prima, con Berlusconi al potere qui e Gheddafi al potere in Libia, incontravano un ostacolo insuperabile ai loro sogni di gloria. Ed era uno Stato sovrano che proteggeva i propri confini. E, così facendo, proteggeva i nostri. A noi quello Stato, quel capo di Stato serviva. E la sua parte la faceva bene. Mai gratis, ovviamente. Ma bene. Ricordo gli altissimi lai lanciati dalle anime belle di sinistra quando facemmo gli accordi che risparmiarono un decennio di immigrazione incontrollata.

Quello che ricordo assai meno sono i medesimi altissimi lai quando l’UE, per chiudere la rotta Balcanica, ha stretto i medesimi accordi con quel galantuomo di Erdogan. Lo stesso che ha incarcerato tutti gli oppositori politici dopo un dubbio golpe. Quello che abbatte gli aerei che bombardano l’Isis. Sì, lui. Ecco, lui va bene. È un buon partner. Gheddafi invece andava linciato. Il suo corpo esposto ad una folla urlante. E tutto per cosa? Perché la Francia aveva bisogno di eliminare ogni presenza Italiana inq uel Nord Africa che continua a considerare il proprio giardino di casa? Io non credo sia stata una buona mossa. Nemmeno per loro. E noi dovevamo avere la forza di denunciarlo. Invece, in silenzio, ci siamo accodati. E quel sangue ricade anche su di noi. Ogni giorno.

on-stefano-maulluOn. Stefano Maullu, Europarlamentare-Forza Italia

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