Lambrate, i cittadini si sentono condannati per la criminalità e il degrado: chiedono aiuto

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Milano 11 Giugno – Lambrate, un quartiere di zona 3, lancia ancora le sue richieste di aiuto. La pagina di Lambrate Informa si è fatta portavoce di tali disagi. Nata nel 2014 come gruppo chiuso, diventa pagina pubblica nel 2015, non ha  mai smesso di testimoniare quanto il degrado e l’incuria, anche in questo lembo della città, siano persistenti.

Una delle tante segnalazioni, arriva da un abitante vicino al parco Maserati (conosciuto anche come parco dell’acqua) , di cui si è fatta portavoce Roberta Borsa, cittadina scatenata di Lambrate, che senza peli sulla lingua e senza remore, ha sempre denunciato pubblicamente quanto accade. “E’ da anni che denuncio quanto degrado ci sia nella nostra zona e nel parco Maserati, abbandonato all’incuria più completa” mi racconta Roberta “Il degrado la fa da padrone e questo richiama solo altro degrado, Infatti alcuni Rom non solo vi bivaccano come fossero a un eterno pic-nic, ma i rifiuti che abbandonano in ogni luogo, hanno reso anche questo piccolo laghetto, una fogna a cielo aperto… per non parlare del suo completo abbandono”.FOTO 1 E 2

Nei 5 anni precedenti, nonostante se ne sia parlato tanto, il cosiglio di zona uscente, riconfermato alle ultime elezioni, ha mandato ancora di più in crisi i cittadini che si sentono condannati allo stesso supplizio per gli altrettanti prossimi 5 anni “Con la conferma dei buonisti siamo condannati per altri 5 anni a subire furti (a detta del Corriere della Sera siamo una delle zone di Milano più assoggettate) (articolo del 20 aprile 2015 ndr) negli appartamenti, nelle vetture parcheggiate in strada, nei box, nelle cantine. Siamo condannati ad avere sotto ai nostri portoni gente ubriaca che barcolla e vomita davanti ai nostri occhi. Siamo condannati a vedere orinare e defecare gli incivili nelle nostre piazze e nei nostri parchi. Siamo condannati ad avere i nostri quartieri ridotti a un immondezzaio grazie al menefreghismo di chi non ha rispetto della nostra terra”  L’appello sulla pagina si conclude col grido disperato “AIUTATECI A CAMBIARE IL NOSTRO AMARO DESTINO, AIUTATECI A TORNARE ALLA LEGALITÀ, ALLA SICUREZZA E AL DECORO CHE DESIDERIAMO PER NOI E PER I NOSTRI FIGLI. GRAZIE” FOTO 3 E 4

Tra i commenti più curiosi leggo quello Federica De Rin, citata in un paio di commenti in quanto candidata (con la stessa fazione vincitrice ma senza essere eletta) al cdz3, dove si riscontra che non solo ci vive a Lambrate ma che lei stessa aveva iniziato le battaglie verso il grave e avanzato degrado a causa delle comunità rom presenti, essendo stata coofondatrice (o cofoondatessa per la gioia della Boldrini), della pagina di Lambrate Informa. Lo stupore degli altri partecipanti è il silenzio tombale, una volta candidata. De Rin risponde “Non siete autorizzati ne a nominare ne a pubblicare immagini che mi ritraggono pena denuncia. Vi invito a rimuovere immediatamente qualsiasi post che faccia riferimento in qualsiasi modo alla mia persona”. Giustamente Roberta le fa notare che in quanto personaggio pubblico, vista la sua candidatura, la sua asserzione è  fuori luogo, invece a me sorge un altra domanda e le chiedo “… lei vede un post nella quale si parla di un problema alquanto serio e si fa presente che una candidata (LEI) che abita in questo quartiere dovrebbe prestare più attenzione, e lei sa solo minacciare di denuncia perchè non ha autorizzato (cosa poi??) di essere menzionata o pubblicata?” …ovviamente è seguito il nulla. Altre goliardate, e se non fosse così drammatico si potrebbe anche ridere, le si trovano nel seguito dei commenti.

Dalla pagina di “Zona 3 x mi.it – Milano informata e attiva” si legge: “IERI 16 MARZO 2015 si è tenuta la riunione tra i cittadini della nostra zona e un’onorevolissima rappresentanza della Commissione Consiliare alla Sicurezza del Comune di Milano nelle persone del presidente Gabriele Ghezzi, il Vicepresidente Maria Rosaria Iardino, il Consigliere Massimiliano Bastoni…e a sorpresa l’Assessore Sicurezza e Coesione Sociale Polizia Locale Protezione Civile e Volontariato Marco Granelli” Tre le iniziative alla quale si era prestato fede “la  Iardino si è impegnata a migliorare la situazione dell’illuminazione della zona nelle parti dove viene percepita una sensazione d’insicurezza… Ghezzi ha proposto un’iniziativa atta a ricevere un presidio costante del territorio da parte dell’alternanza e coordinamento dei vari corpi delle forze dell’ordine… Granelli mira a cercare di sgomberare i microinsediamenti prima che si gonfino…  Naturalmente a loro spetta di onorare gli impegni presi e a noi essere presenti, vigili e collaborativi per raggiungere la qualità di vita perduta che vogliamo recuperare e che è di nostro diritto.”

 Nonostante l’elenco del “buon operato” testimoniato anche da una lettera dell’assessore Granelli (allontana e pulisci ovviamente tutto a carico dei cittadini) il problema è presente a tutt’oggi e negli stessi luoghi. I presidi e la sorveglianza sembrerebbero non aver dato il risultato sperato. Il Naga afferma che ci sono stati più sgomberi con la giunta Pisapia rispetto alla precedente, recriminando di non avere avuto il tempo di formulare vere e proprie attività di integrazione a favore dell’etnia rom. La Borsa commenta “proprio nella settimana prima dello sgombero del campo di via Cima dove la signora De Bernardi ha invitato i componenti della comunità ad accettare l’ offerta di accoglienza in un Centro di Emergenza Sociale…purtroppo pare che solo in 8 su 60 abbiano accettato… quindi lo possiamo considerare un’alta percentuale di rifiuto all’integrazione?”  (pdf1 pdf2FOTO 5 E 6

Chiedo a Gianluca Boari e Vincenzo Viola, consiglieri uscenti e rieletti in cdz3, viste le continue segnalazioni sugli stessi argomenti cosa sia successo nel frattempo Boari mi dice “I presidi fissi non sono mai stati fatti… il fatto che il delegato alla sicurezza (Muzio, in cdz3 ndr)  non sia stato rieletto dimostra il fallimento del pd e della sinistra sulle questioni della sicurezza” e sui presidi Viola mi gira la risposta a una sua interrogazione, fatta al comandante di polizia locale, Zampinetti Danilo, del marzo 2016  “si conferma che maggiore problematica del Comando territoriale di Zona 3 è quella del personale, che ha visto una riduzione drastica negli ultimi 3 anni, passando da circa 170 unità a 95 agenti…

 Gianluca Boari e Vincenzo Viola
Gianluca Boari e Vincenzo Viola

Di questi… solo 48 sono impiegabili in servizi operativi… Conseguentemente si può affermare che nel corso di questi ultimi 3/4 anni è stato letteralmente dimezzato il personale deputato al presidio del territorio”. In aggiunta a questo rapporto Viola aggiunge “e se teniamo conto che questo personale deve essere distribuito su 4 turni con le relative criticità tra ferie ed eventuali malattie, può essere chiaro come le promesse fatte da Granelli e l’attuale giunta siano completamente disattese” e conclude “in questi 5 anni se ne sono fatte tante di mozioni sui problemi inerenti al territorio ma le uniche risposte sono state ‘abbiamo segnalato a chi di competenza’ col risultato evidente di come è ridotto oggi il nostro territorio. La cosa più deludente sono quella parte di cittadini che condividono tale degrado ma solo perché non li colpisce da vicino, dando così giustificazione a un’inerzia e spesso a una vera e propria connivenza a tutto ciò che è degrado e illegalità. Mentre per quanto riguarda l’illuminazione non era corretto sostituire solamente i vecchi corpi illuminanti con i nuovi a LED, ma bisognava visto il diverso cono di luce dei due sistemi, incrementare i corpi illuminanti per garantire una più omogenea e capillare illuminazione ”.

Riccardo DecoratoNel settembre 2015, Ricardo De Corato, vicesindaco della precedente amministrazione, dichiarava “…Nel ottobre 2010, l’allora prefetto Lombardi, aveva dichiarato al Corriere della Sera, che i Rom presenti su Milano e provincia era intorno alle 2500 unità. Oggi, secondo il NAGA (associazione volontaria che promuove e tutela i diritti di cittadini stranieri, Rom e Sinti) superano i 3.500 solo a Milano, questo perché da allora ne sono arrivati molti altri. Questa amministrazione ha usato soldi statali, più di 170mila euro, per dare una casa a persone che di fatto sono nomadi, con poca se non addirittura nessuna voglia di integrarsi, dando l’idea che Milano può essere la città dell’accoglienza di tutti a prescindere ma dimenticando i punti fondamentali che l’integrazione, come indica la Comunità Europea in una direttiva del 2004, richiede: l’individuo deve avere un reddito, una casa e l’assistenza sanitaria. Non solo queste persone non hanno una casa, se non quella occupata di alcuni, ma non hanno nemmeno un reddito o la volontà di crearlo perché abituati a delinquere, infatti la stragrande maggioranza di loro è già schedata dalle forze dell’ordine sin dalla minore età; e questo basta perché siano espulsi, proprio come indica la direttiva Europea, ma ciò non avviene”. (vedi articolo)

Dai diversi documenti consultati è chiaro che chi vive il territorio ha il dovere non solo di segnalare e denunciare ma di collaborare affinchè determinate zone non risultino appetibili verso chi ha fatto dell’occupazione abusiva e del degrado uno stile di vita, vivendolo e mantenendolo pulito. Di contro, le istituzioni, tra cui Granelli che ha rifiutato un confronto sull’argomento, hanno il dovere di prendersi carico non solo dell’integrazione di tali soggetti ma anche di adottare provvedimenti seri, che non possono ridursi a semplici traslochi chiamati sgomberi. Devono dare risposte concrete che non si limitino alla compilazione di un documento da far circolare, come se ciò bastasse a testimoniare il loro operato, perché solo i fatti possono confermare se vi è un vero cambiamento o l’ennesimo fallimento istituzionale. E in questo caso possiamo parlare di vero fallimento istituzionale che non può che aumentare l’isolamento di un’etnia, quella rom, che già di suo non fa molto per farsi ben accogliere.

 Gabriella Baio

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