Bella ciao De Cesaris: le vere ragioni delle sue dimissioni

Politica

Milano 7 Ottobre – A Palazzo di giustizia non si  parla d’altro: “la ex vicesindaco Lucia De Cesaris torna alla professione di avvocato, altro che primarie  “

Il “pissi pissi  bau BAU “ tra i sostituti procuratori ha però  un prologo :la De Cesaris , dicono le news e i pettegolezzi  tra avvocati e procuratori e carabinieri, è entrata in uno dei più grandi studi legali italiani, Nctm, con sede in via Agnello, che per tre anni consecutivi (2012-2014) ha vinto il prestigioso “Innovative Law Firm” del Financial Times. L’ex vicesindaco entra in qualità di socio equity, dicono infine nel prologo i sostituiti procuratori. E aggiungono: dal 1 ottobre si occupa di diritto amministrativo e ambientale, temi su cui ha maturato una esperienza professionale di prim’ordine prima della nomina ad assessore all’urbanistica e poi anche vicesindaco nella giunta di Giuliano Pisapia. “

Olla peppa.

Quello di cui non si parla nemmeno a bocche cucite,  se non a cenni e ammiccamenti napoletani, è il notizione seguente, che traduciano dai cenni labbruti  :” La vicesindaco DE CESARIS, lavora in uno studio che è il  primo  responsabile della distruzione della veduta storica del parco Sempione: ha curato la faccenda per gli eredi Burri.  La De Cesaris si era  improvvisamente dimessa mesi orsono,  e i giornali  davano la colpa all’aerea  cani nel complesso santa Giulia; macchè… ADESSO SAPPIAMO IL PERCHÉ”

“E quale sarebbe il  perchè?” chiedono sempre a cenni i sostituti procuratori sperando che non si venga intercettati dai cronisti.

Già, il perchè  è  descritto in un esposto presentato pochi giorni fa in procura. Una denuncia, seppur morale,  presentata da alcuni cittadini  riuniti in un comitato che difende il parco Sempione.

Traduciamo ancora dai cenni  e dagli ammiccamenti malandrini che si susseguono nei corridoi del palazzo di giustizia, in comune e negli studi degli archistar milanesi:

“La vice sindaco si è dimessa perché doveva entrare nello studio NTCM che  è stato  il finanziatore, organizzatore e sponsor del catafalco Burri, il “teatro” che deturpa il parco Sempione e la sua visuale ottocentesca.

La magistratura ha  giù ricevuto  l’ esposto dei cittadini che si  sono  riuniti in un apposito comitato per salvare la prospettiva ottocentesca dalla speculazione degli eredi Burri . C’azzecchi?”

Le confidenze  finiscono  qui. Ma c’è da allarmarsi.

“ADESSO  la magistratura DEVE INDAGARE” ci dice Walter Monici , difensore del verde del parco Sempione dalla pagina Facebook  “Salviamo il parco Sempione dal teatro continuo di Burri “

 E il  punto non è se Ada Lucia De Cesaris, avvocatessa 54enne prestata alla politica, ambientalista ante litteram, sposata due volte, madre di tre figli, ex  prima cittadina della Giunta arancione,  «braccio armato» di Pisapia,  «una che ha le palle», ,Lady di ferro, Lucia la «zarina» , terrore dei  signori del mattone del capoluogo meneghino, si sia o no  stufata di fare il la ruota di scorta dell’emiro Pisapia, in una giunta che non ha futuro: ma chela famosa ambientalista si  sia  arruolata nello studio responsabile di uno scandalo ambientale   e di un Ecomostro culturale , il teatro Burri, che deturpa un intero parco. Uno studio che ha coperto –dice Walter Monici- oscuri interessi speculativi.

Tanto basta per fare dimettere la de Cesaris dalla carica di vicesindaco.

Gli oscuri retroscena, diremmo le quinte, del teatro Burri e della speculazione che nasconde non finiscono  di stupire.

Una notizia accuratamente tenuta nascosta dalla stampa soffietto ,  dai Lecchini Rossi e dalle Coop di  giornalisti zerbini : il fatto che la De Cesaris entri   in uno  studio che ha deturpato il parco Sempione con lo scempio di una speculazione modaiola-artistica- galleristica  di eredi famelici del povero Burri  contrasta certamente con i santini pubblicati nei tempi andati sul suo conto.

Meglio ignorare il tutto.

Ecco come veniva descritta la De Cesaris dalla Coop di Balle dei  lecchini  arancioni sui giornali amici: “Ben prima che i giornali nazionali si accanissero sul cadavere (imprenditoriale) di Ligresti, per dire, De Cesaris aveva già abbattuto il muro di riverenza che i governi di Milano avevano eretto negli anni a protezione di Don Salvatore. «Da oggi le cose si fanno secondo le regole», era stato il messaggio recapitato al re dell’incompiuto edilizio in un incontro vis-à-vis avvenuto pochi mesi dopo l’insediamento a palazzo Marino.

Incontro che nei corridoi dell’assessorato ricordano come una «scena da Padrino»: «Ligresti con il suo consueto atteggiamento da uomo d’onore provò a fare il galante. De Cesaris con fermezza gli fece capire che i tempi erano cambiati».

Proprio a Don Salvatore, lo scorso novembre, De Cesaris ha deciso di espropriare una cascina nella zona Parco Sud. «Quella cascina è un patrimonio di Milano», spiegò alla stampa. «Ligresti ha avuto molto da questa città senza cedere mai nulla all’amministrazione, neanche un’area. Adesso deve restituire qualcosa a Milano».

Obiettivo: «Riequilibrare il rapporto cemento-spazi verdi», ha spiegato De Cesaris

In assessorato si trema prima di entrare in riunione con lei.

Efficienza, certo. Ma anche «una certa difficoltà a tollerare chi la contraddice o ha una visione diversa dalla sua. Una così insomma è meglio non averla come avversario», Una traversata nel cemento che l’assessore ha potuto realizzare anche grazie all’alleanza di ferro con il sindaco, della cui moglie, Cinzia Sasso, è amica di vecchia data .Insomma: lavoro, lavoro, lavoro… “

Forse , c’era già lo zampino del Teatro Burri nella lite  tra la Cesaris e l’archistar  Boeri :  rileggiamo di nuovo la stampa amica:

“Al Comune la riassumono così: «Boeri aveva in mente di ridare a Milano quel lustro internazionale che non ha più, puntando sull’arte, la moda, il design, l’innovazione, il digitale». De Cesaris invece «si sente investita di una sorta di missione: tornare per le strade, tra la gente, nei quartieri dimenticati dalle Giunte precedenti. Accusavano Boeri di spendere troppo in mostre e viaggi di rappresentanza, ma l’ex assessore era l’unico ad avere chiaro quanto fosse importante coltivare la vocazione europea della città». 

Due visioni diverse”

C’è da chiedersi: avete mai visto la De Cesaris per le strade dei quartieri popolari? .

Insomma, ora tutto si spiega: le motivazioni delle sue dimissioni  sono state  meno nobili di quanto si pensasse. Conflitto di interesse?

“La avvocato ambientalista di fama impegnata per alcune battaglie civili” ha certamente un bello scheletro nel suo curriculum di aranciona doc. «Bella ciao!» la salutiamo, per ora. Sentiremo riparlare di lei in tribunale?

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