Milano 8 Maggio – In rete hanno scritto “Poche cose ci fanno ridere tanto come la scena di tutti quei cittadini milanesi che scendono in strada per ripulire…ma ogni epoca ha il suo ridicolo, questo è il nostro” E, non c’è che dire, dopo l’esaltazione della guerriglia, della devastazione in un teatro che non tiene conto della città e delle persone che la abitano, l’irrisione rivolta al civismo e all’orgoglio dei milanesi è la peggiore delle beffe che potessero mettere in atto. Non bastava l’irrazionale distruzione, oggi anche il gratuito sarcasmo che offende, che lascia interdette le persone di buon senso. Ed è evidente che la cultura di cui si nutrono, con cui si esaltano è l’onnipotenza e l’impunità, la consapevolezza che, soprattutto a Milano, c’è una tacita tolleranza e che le Forze dell’Ordine agiscono con prudenza per evitare guai alle persone. Anche negli anni di piombo i velleitari rivoluzionari con le molotov ridevano della polizia e della gente perbene. La storia si ripete, con il ghigno di sempre dietro le maschere, con i sentimenti dell’odio e dell’intolleranza, nel nome di una violenza che è ragione di se stessa e per questo appagante. Chissà con quali occhi guardano il padre operaio, impiegato, manager che ogni mattina lavora e produce in silenzio e con fatica per una società che è anche loro, perché il futuro sia migliore anche per loro. Osano ridere e irridere lo sguardo della propria madre?
E se è così, se appartengono ad un mondo alieno farneticante che definisce lo scempio a Milano “una boccata d’aria fresca e una bella spallata al capitalismo”, devono essere puniti in modo esemplare. Ma devono essere puniti anche i fiancheggiatori che si sono lavati la faccia a posteriori con uno spot pubblicitario che ha risvegliato l’orgoglio della città. Troppo facile, Sindaco Pisapia, rinnegare e far dimenticare con un gesto plateale una politica di permissivismo e di vicinanza a certi ambienti che della violenza e dell’illegalità hanno fatto una bandiera.
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Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano