Caso urbanistica a Milano: il Comune ordina la demolizione del palazzo di via Fauché

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Il panorama edilizio milanese affronta uno dei suoi passaggi più critici con l’ordine di abbattimento emesso da Palazzo Marino per l’edificio di via Fauché. Non si tratta di una scelta politica discrezionale, ma di un atto dovuto che l’amministrazione comunale ha dovuto compiere in seguito alla sentenza definitiva del Consiglio di Stato dello scorso novembre. Questo provvedimento rappresenta un momento di svolta, poiché è il primo ordine di demolizione concreto che colpisce uno dei numerosi cantieri finiti sotto la lente d’ingrandimento della Procura nelle inchieste che stanno scuotendo l’urbanistica cittadina.

La vicenda ruota attorno a un nodo tecnico che ha profonde ripercussioni sul modo in cui la città è cresciuta negli ultimi anni. L’intervento edilizio prevedeva la demolizione di un vecchio laboratorio-deposito per far spazio a una palazzina residenziale di due piani e un seminterrato. Per realizzare l’opera era stata utilizzata una “Super Scia”, ovvero un’autocertificazione di inizio attività basata sul concetto di ristrutturazione ricostruttiva. Tuttavia, sia il Tar che il Consiglio di Stato hanno smentito questa impostazione, stabilendo che le caratteristiche del progetto lo qualificavano a tutti gli effetti come una nuova edificazione.

Questa distinzione non è solo formale, ma sostanziale: se un intervento è considerato una nuova costruzione, non può essere avviato con una semplice autocertificazione, ma richiede un piano particolareggiato. Tale strumento serve a garantire che l’aumento della densità abitativa sia accompagnato da servizi adeguati per i cittadini, come parcheggi, aree verdi e infrastrutture, che in questo caso sarebbero mancati. Di conseguenza, quella che era stata presentata come una ristrutturazione è stata giudicata dai magistrati come una lottizzazione abusiva, portando all’inevitabile ordine di ripristino dei luoghi.

Il caso di via Fauché proietta un’ombra di forte incertezza su decine di altri cantieri milanesi che hanno seguito procedure simili. Mentre il processo penale per abuso edilizio prosegue il suo corso, la demolizione ordinata dal Comune segna un precedente pesante, evidenziando il cortocircuito tra le prassi amministrative finora adottate a Milano e l’interpretazione rigorosa delle norme nazionali. Per la città, questo significa non solo la perdita di un investimento, ma anche la necessità urgente di riconsiderare le regole del gioco per evitare che altri scheletri di cemento rimangano bloccati tra sentenze e ruspe.

2 thoughts on “Caso urbanistica a Milano: il Comune ordina la demolizione del palazzo di via Fauché

  1. Grazie della informazione così puntuale, le vicende milanesi sembrano scomparire dalle cronache quotidiane così attente spesso a notizie troppo lontane di vicende improbabili. Grazie al vostro giornale che ancora mette i milanesi in primo piano.

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