Di fronte all’incendio che il 26 dicembre ha distrutto un appartamento a Baggio, lasciando una famiglia senza casa né alcun punto di appoggio, il comportamento del Comune di Milano appare non solo contraddittorio, ma politicamente e moralmente inaccettabile.
Per anni l’amministrazione comunale non ha esitato a farsi carico delle utenze di immobili occupati abusivamente in via Quarti, utilizzando risorse pubbliche per coprire spese che avrebbero dovuto gravare su chi quegli immobili li occupava senza titolo. Una scelta che ha suscitato indignazione tra molti cittadini milanesi, chiamati a pagare regolarmente bollette e tributi, mentre il Comune chiudeva un occhio – o entrambi – di fronte all’illegalità.
Oggi, però, quando una famiglia perde tutto a causa di un incendio, il Comune volta le spalle e si rifugia dietro regolamenti rigidi, incapaci di cogliere la gravità di un’emergenza reale. A denunciarlo con parole nette è il consigliere di Municipio 7 Antonio Salinari (FdI), che ha ricostruito una situazione semplicemente scandalosa: nessun alloggio temporaneo, nessuna soluzione alternativa, perché – è la risposta ufficiale – gli alloggi di emergenza sarebbero riservati solo a nuclei con disabili, minori o over 65.
Un criterio che, nei fatti, lascia delle persone letteralmente per strada dopo un evento drammatico e imprevedibile. Come ha sottolineato Salinari, «è inaccettabile e scandaloso che il Comune non abbia ancora individuato una soluzione temporanea, nemmeno alternativa, per una famiglia che ha perso tutto e si trova in una condizione di estrema difficoltà».
Qui sta il punto politico centrale: le regole non possono diventare un alibi per l’inerzia amministrativa. Un Comune che trova le risorse per pagare le utenze agli abusivi, ma non è in grado di garantire un tetto temporaneo a chi ha subito una tragedia, tradisce il principio stesso di equità e di giustizia sociale che dice di voler difendere.
La gestione dell’emergenza abitativa non può essere ideologica né selettiva. Richiede rapidità, responsabilità e umanità. Esattamente ciò che oggi manca. Chi perde la casa in un incendio non può essere abbandonato, soprattutto da un’amministrazione che in altri casi ha dimostrato una ben diversa “elasticità” nell’uso delle risorse pubbliche.
Milano merita un Comune che sappia distinguere tra solidarietà e assistenzialismo cieco, tra emergenza vera e tolleranza dell’illegalità. In questo caso, purtroppo, la scelta è stata ancora una volta quella sbagliata.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.