Alla conferenza stampa del Partito Democratico, andata in scena il 5 dicembre a Palazzo Marino, si è assistito al solito copione: toni trionfalistici, numeri lanciati come coriandoli e una narrazione che strizza l’occhio alla fantasia molto più che alla realtà.
Questa volta il PD ha deciso di raccontare una propria “versione” del tema sicurezza a Milano, ignorando – volutamente o per distrazione cronica – ciò che è realmente accaduto negli ultimi anni.
Il Governo manda mille uomini, ma il PD fa finta di niente
Prima di tutto: mentre il Comune e il PD parlano di “emergenza”, il Governo ha mandato mille agenti delle forze dell’ordine a Milano tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, un dato oggettivo e verificabile. Un intervento straordinario che ha rafforzato le dotazioni in città e ha dato un contributo reale alle attività di controllo del territorio, ben oltre gli slogan buoni per le conferenze stampa.
Eppure, nei racconti del PD, Milano sembra esistere in un vuoto pneumatico: niente Carabinieri, niente Polizia, niente Finanza, niente Esercito. Una città immaginaria dove tutto pesa solo sulle spalle del Comune. Una comoda omissione, utile a muovere critiche al Governo… ma totalmente scollegata dal mondo reale.
I 500 vigili di Sala? Evaporati
Poi c’è la questione più imbarazzante: la promessa dei 500 vigili in più fatta dal sindaco Sala.
La conferenza stampa avrebbe potuto chiarire, spiegare, giustificare. Invece no: è arrivata la matematica creativa.
Secondo i dati diffusi, dal 2021 al novembre 2025 l’organico della Polizia Locale è cresciuto di 392 unità, a fronte di un piano di 1.060 assunzioni in quattro anni. Il che significa, semplicemente, che i 500 vigili in più non ci sono. Non ci sono mai stati. E, con questo ritmo, difficilmente ci saranno. Gli agenti in servizio oggi sono 3.152, con un obiettivo dichiarato di arrivare a 3.350 entro il 2027. Obiettivo, appunto. Promettere è gratis, mantenere è un’altra storia.
Ma il PD, invece di ammettere il mancato rispetto delle promesse, costruisce un racconto in cui tutto va bene. Peccato che i numeri veri li smentiscano.
Quando il PD si accorge delle emergenze: sempre dopo
Il punto politico è semplice: il PD arriva sempre tardi. L’emergenza sicurezza è sotto gli occhi di tutti da anni: quartieri dove la microcriminalità ha preso il sopravvento, spaccio diffuso, aggressioni, baby gang, fenomeni di illegalità che ormai fanno parte della quotidianità dei milanesi.
Solo ora, dopo anni di minimizzazione, il PD finge di accorgersi del problema. E per recuperare terreno, inventa cifre e autocelebrativi trionfi amministrativi.
A Palazzo Marino si parla di investimenti del Comune sulla sicurezza come se fosse un miracolo civile, dimenticando che la funzione primaria di garantire la sicurezza pubblica non ricade solo sulla Polizia Locale, ma su un sistema integrato di forze dell’ordine che a Milano esiste da sempre – e che negli ultimi anni è stato notevolmente potenziato dal Governo, non dalla giunta.
Numeri ridicoli per coprire il vuoto di idee
Presentare come un successo l’aumento di spesa previsto nel 2026 o i progetti per il 2028, mentre la città continua a chiedere interventi immediati e concreti, suona francamente surreale.
Così come appare surreale cercare di addossare al Governo la mancanza di fondi quando è proprio il Governo ad aver inviato uomini, mezzi e supporto operativo.
La verità è che il PD ha finito le idee. E quando finiscono le idee, restano solo gli slogan. Quelli sì, a Milano non mancano mai.
Conclusione: meno conferenze stampa, più serietà
Forse, prima di convocare conferenze stampa e autocelebrarsi per risultati inesistenti, qualcuno dovrebbe guardare la realtà con un minimo di rigore. E magari evitare di presentare numeri che non stanno in piedi, come se i milanesi non sapessero leggere o non vivessero quotidianamente la città. Il PD può provare a riscrivere la realtà tutte le volte che vuole. Ma quando la distanza tra parole e fatti diventa così evidente, la domanda sorge spontanea: levategli il fiasco.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.