Terni–Roma: in Campidoglio nasce la nuova alleanza che può alleggerire la Capitale e ridisegnare il Centro Italia

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Dal cuore di Roma arriva un segnale politico chiaro: la Capitale non può più espandersi da sola. Terni emerge come partner strategico per affrontare le sfide abitative, urbanistiche e di mobilità, offrendo uno spazio di sviluppo sostenibile capace di migliorare la qualità della vita dei cittadini romani e di dare nuova linfa all’Umbria del Sud.

Roma non cerca più periferie. Roma cerca partner.

Guido Verdecchia

È questo il messaggio che attraversa la Sala del Carroccio, dove il convegno “Terni: Il Respiro di Roma” ha aperto un fronte strategico inatteso ma ormai indispensabile: costruire una relazione operativa tra la Capitale e l’Umbria del Sud per rispondere alle emergenze urbane più pressanti — abitare, mobilità, qualità della vita.

Il progetto dei 40 minuti tra Roma e Terni non è stato presentato come un piano tecnico, ma come una chiave politica per ridurre pressione abitativa, congestione e costi della città metropolitana.

Il consigliere ternano Guido Verdecchia, promotore dell’iniziativa, ha spiegato come Terni possa diventare una valvola di espansione naturale per Roma: non un dormitorio, ma un territorio capace di offrire qualità urbana, verde, servizi e spazi abitativi sostenibili.

L’interesse di Carmine Barbati e Maurizio Politi, rappresentanti di Roma Capitale, ha confermato che la città sta ripensando la propria geografia funzionale. Se la Capitale vuole continuare a crescere, non può farlo entro il Raccordo: deve aprirsi a realtà che possano garantire qualità di vita e connessioni rapide.

Paola Idilla Carella e Guido Verdecchia

La Presidente di Think Tank Terni, Paola Idilla Carella, ha sottolineato il nodo centrale: non basta un treno più veloce, serve una regia permanente tra Ministero, Regioni e Comuni per pianificare sviluppo abitativo, rigenerazione urbana e servizi. «I 40 minuti sono il mezzo, non il fine — ha detto —. Il vero obiettivo è costruire valore urbano condiviso».

Molto chiaro il contributo dell’economista Giuseppe Croce, per il quale l’operazione ha benefici per entrambe le sponde: Terni guadagna attrattività, Roma respira. Ma ha anche avvertito: il collegamento ha senso solo se Terni diventa realmente competitiva nella qualità della vita.

Il sociologo Raffaele Federici ha ricordato che Terni non è un territorio fragile: storicamente ha assorbito flussi migratori importanti, metabolizzando persone e idee. Una predisposizione che la rende particolarmente adatta a una nuova stagione di integrazione con Roma.

Il tema della salute urbana è stato affrontato dal Dott. Francesco Bressi, che ha definito un collegamento efficiente «una forma di prevenzione metropolitana», capace di ridurre stress, pendolarismo pesante e perdita di tempo.

L’incontro si è chiuso con una richiesta operativa: istituire un Tavolo Tecnico entro 30 giorni, per trasformare la visione in progetto.

Per Roma, la sfida non è solo infrastrutturale: è culturale, territoriale, abitativa. E Terni può diventare la prima risposta concreta a un problema che la Capitale non può più rimandare.

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