Gli ultimi 20 mesi da Sindaco di Beppe Sala, da qui alle elezioni, potrebbero essere più dannosi dei suoi precedenti 9 anni di governo.
“Come è possibile far peggio?” dirà qualcuno.
Invece dico che possiamo aspettarci di peggio ed il motivo è semplice.
Perché Beppe Sala, fiaccato nella immagine dalle indagini, ma soprattutto stroncato dal giudizio dei milanesi per i risultati della Giunta, impossibilitato dalla legge a candidarsi per un terzo mandato, è una anatra zoppa. Non è un insulto ma il termine politologico per dire che non ha la forza politica per comandare sui partiti della sua coalizione.
Sala vede il suo futuro pubblico, i suoi eventuali futuri incarichi, totalmente nelle mani del PD. Il suo destino è oramai legato mani e piedi al PD milanese. Lo si è capito benissimo quando ha convocato un vertice a casa sua coi vertici del PD milanese, Capelli, Roggiani e la Uguccioni. E quando uno come lui, abituato a considerarsi leader nazionale e a comandare, si è affidato a partiti e consiglieri per scegliere il futuro Assessore all’Urbanistica. Che peraltro rimarrà la Vicesindaca Scavuzzo perché nessuno lo vuole fare!
E siccome il PD, terrorizzato dalle indagini, non vuole andare a elezioni subito, Sala e lo stesso PD a trazione Majorino dovranno accontentare tutta la sinistra radicale, quella con idee ancora più strampalate del PD.
Dovrà prima di tutto accontentare il Leonkavallo. Un reliquato degli anni ’70 che però rappresenta nel deserto attuale di idee della sinistra, un immaginario luogo di cultura, un simbolo, un totem ancora oggi. E quindi il PD parteciperà al corteo di domani: il classico corteo dove sarà possibile scagliare di tutto contro la Polizia, salvo accusare il Governo di fascismo se la polizia volesse contenere le violenze e i danni alla città.
Il povero Sala è stato mandato a Parigi a seguire la tournée della Scala per non prendersi le pernacchie dei manifestanti. Il PD ipocritamente ci sarà, anche se è difficile giustificare ai compagni come, avendo detenuto per 14 anni l’Assessorato al Demanio e potendo quindi concedere spazi al centro sociale, non lo hanno mai fatto.
Quel che è peggio però è che la delibera per consentire a reduci e mamme del Leonkavallo di spostarsi in uno spazio comunale avrà priorità su questioni molto più serie a cominciare dalla casa. E mentre pacifici circoli di anziani dovranno rispettare adempimenti e fornire garanzie di pagamento, per il Leonka si chiuderà un occhio sul passato e tutti e 2 sulle normative fiscali, igieniche, Siae e di sicurezza.
Poi Sala dovrà accontentare la sinistra “no tutto”. La vittima sacrificale sarà il nuovo Stadio. Per farsi perdonare una insospettabile (per gli elettori) vicinanza con alcuni immobiliaristi, il Sindaco dovrà buttare a mare 7 anni di progetti e discussioni con le società sullo stadio e rimandare le scelte a dopo il 2027. Milano, rimarrà con San Siro non riqualificato e all’anno zero per le esigenze di uno stadio moderno e di competitività di Milan e Inter. Quanto di più lontano dalla cultura del fare e dell’efficienza meneghina.
Infine Sala dovrà accontentare i verdi no auto, che non battono ciglio per lo stato dei parchi di Milano, ma vorrebbero appiedare la più dinamica economia d’Italia. Infatti già si parla di far pagare a tutti non solo area C ma pure gli spostamenti in Area B, cioè in tutta Milano: praticamente una seconda tassa per l’auto con riscossione giornaliera!
Queste e altre follie ci attendono, mentre Milano rimane ferma nello sviluppo economico e non affronta le emergenze sociali della casa, della sicurezza, dell’invecchiamento e della scarsa integrazione. Tali prospettive dovrebbero convincere Sala ad avere un sussulto di orgoglio e a lasciare la parola agli elettori. Meglio una campagna elettorale a breve che 20 mesi di città paralizzata e Comune dedito solo a provvedimenti specchietto per allodole per gli elettori di sinistra da riconquistare.

Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.
DE Pasquale per questo aggiornamento , Come gia’ LE DISSI NON COMMENT SULLA PERENNE MALA GESTIONE CON IL SUO CLAN COME CITTADINO SONO DISGUSTATO(per non dire altro) SEMPRE RIFERITO AL MENEFREGHISMO IN ASSOLUTO DEI CITTADINI DI ESTREMA PERIFERIA VEDREMO DI RIVOLGERSI A L PRESIDENTE , ABBIAMO OTTENUTO UNA PARTE DEL DOVUTO PER LA NOSTRA SITUAZIONE ENTRO UNO STABILE COMUNALE IN TEMPI RIDOTTI , CI RIPETEREMO E QUALCUNO A MILANO 2025 DOVRA’ RISPONDERNE GRAZIE ANCORA EVENTUALMENTE , La Aggiorno BUONASERATA
Bravo Fabrizio. È una buona analisi, anche se come ben sai io sono molto meno “democratico” di te nei confronti del peggior Sindaco di Milano nel dopoguerra. Io Sala lo metterei alla gogna in Piazza Duomo, mentre in realtà andrà a finire come presidente di qualche Fondazione importante.
Peppe deve solo dimettersi