Come riportato da IlGiorno.it, un cane è stato trovato agonizzante sull’asfalto dopo essersi lanciato nel vuoto da un balcone di una palazzina nel quartiere Dergano. Le circostanze che hanno portato a questa tragedia sono sconvolgenti e non lasciano spazio alla comprensione.
Le condizione estreme che hanno portato alla tragedia
L’animale, lasciato solo sul balcone per giorni, senza acqua né cibo e sotto un sole cocente, ha affrontato temperature che hanno raggiunto picchi di oltre 40 gradi. Secondo le testimonianze raccolte, il cane era talmente stremato che già il giorno precedente non riusciva più ad abbaiare né a stare dritto sulle zampe. Nella disperazione più totale, ha scelto di lanciarsi nel vuoto, probabilmente come ultimo gesto per porre fine alle sue sofferenze.
L’intervento delle forze dell’ordine
Gli agenti del Nucleo tutela animali, intervenuti sul posto, hanno scoperto che il cane era stato lasciato in condizioni igienico-sanitarie precarie per circa 15 giorni. Non è chiaro per quanto tempo la proprietaria, una donna di 53 anni, lo abbia abbandonato a se stesso, ma il dato certo è che il cane era alla mercé del caldo estremo: al momento del ritrovamento il termometro sul balcone della vicina segnava 42 gradi.
Le indagini su quanto accaduto sono ancora in corso. Verosimilmente, la carcassa dell’animale sarà analizzata per raccogliere ulteriori dettagli sulla sua sofferenza e le cause che l’hanno portato al gesto estremo. La comunità attende con ansia che venga fatta giustizia per questa ennesima vittima innocente del maltrattamento animale.
Purtroppo, non si tratta di un caso isolato
Questo tragico episodio non è il primo di questo genere a Milano. Già nel giugno 2017, un altro cane si era lanciato dal balcone in circostanze simili in zona viale Zara, morendo sul colpo. Anche in quel caso, l’animale era stato lasciato al sole senza acqua, e quando la polizia locale era intervenuta, non c’era più nulla da fare. Gli esperti sottolineano l’importanza di segnalare immediatamente casi di maltrattamento animale alle autorità competenti.
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Un’altra vittima innocente di un mostro nelle vesti di una 53enne che ha chiuso su un balcone senza riparo dal sole, senza acqua e senza cibo il cane che si fidava di lei.
Il povero cane ha provato a chiedere aiuto abbaiando fino allo stremo. Sicuramente avrà infastidito tutto il vicinato ma nessuno ha avuto pietà di quel povero essere indifeso. Nessuno ha avuto almeno il coraggio di fare una tempestiva segnalazione alle forze dell’ordine. Tutti sono complici di tortura e assassinio di un essere indifeso e innocuo.
Spero che la 53enne che deteneva il povero cane e tutti coloro che lo hanno visto agonizzare fino alla scelta di togliersi la vita possano soffrire le stesse sue pene desiderando la morte senza avere però il coraggio di togliersi la vita.