“Vasco Rossi scende in campo contro i residenti della zona di San Siro pronti a presentare un ricorso al Tar contro il Comune di Milano perché a loro modo di vedere i 29 concerti finora programmati la prossima estate nei tre impianti dell’area – lo stadio Meazza, l’ippodromo La Maura e l’iIl rocker – recordman di presenze nella Scala del calcio con 29 concerti dal 1990 al 2019, atteso a giugno per altre sette date nello stadio di Milano – prende posizione “…Allora l’Italia è l’unico Paese al mondo – Milano più che altro – dove si pensa che gli spettacoli siano troppi. Quindi bisogna farne meno, perché altrimenti ci si diverte troppo. Bisogna eliminare gli spettacoli”, riferisce Il Giorno.
La risposta di Mariangela Padalino (Noi Moderati)
Risponde con chiarezza Mariangela Padalino, Capogruppo di Noi Moderati in Consiglio, precisando che la questione è da attribuire alla cattiva organizzazione di Sala.
“Fossi in Vasco Rossi non mi permetterei di intromettermi in un problema politico causato da milionari annoiati del cui business i cittadini sopportano le ricadute negative da decenni.
Va capito che chi vive intorno allo stadio non ha alcun ritorno positivo e subisce danni continui: ad esempio, vivere in quei giorni murati in casa con i vetri e i muri che vibrano (proprio con i concerti di Vasco Rossi abbiamo avuto i maggiori disagi), con migliaia e migliaia di auto parcheggiate anche sui carrai, di ambulanze e mezzi di pubblica utilità che non riescono a raggiungere i malcapitati della zona, con un’aria che diventa irrespirabile e un rumore che fa saltare le cervella. Dico, quindi, a Vasco di venire ad abitare qui durante i concerti e sono sicura che cambierà idea. Nessuno è contro i concerti, ribadisco, anzi! Ma un sindaco ha il dovere di organizzare affinché convivano civilmente i concerti e i cittadini di San Siro e Gallaratese. Questa è una questione politica e di organizzazione della città. Dico, infine, a Vasco, che stimo da una vita come professionista e che seguo da 40 anni, di starne fuori perché la discussione è su un altro piano.”
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Questi i danni del bestiale divertificio che è diventata la città del ‘modello Milano’.