Francesco Maisto, il garante del Comune al Beccaria “un luogo brutto, abbandonato, senza un direttore stabile”

Milano

Relaziona Il Giornale, Francesco Maisto, garante delle persone private della libertà personale del Comune di Milano, aveva fatto la sua ultima ispezione appena 15 giorni fa al Beccaria. Sopralluogo ordinario. Così come ormai ordinari sono i «problemi strutturali» che registra e che «ordinariamente» da tre anni e mezzo continua a relazionare a chi avrebbe avuto il dovere di intervenire. «Problemi che -dichiara a Il Giornale -partono tutti dalla mancanza da almeno 15 anni di un direttore stabile, una guida sicura che abbia una formazione specifica a dirigere un istituto penale per giovani». Ma si alternano «direttori in missione» presenti solo in alcuni giorni della settimana «che conoscono l’istituto e i singoli casi nella misura in cui lo può fare uno in missione. Ferma restando la loro indubbia professionalità, sono poi direttori di carceri per adulti. Si possono fare anche una serie di iniziative da parte del volontariato, del Comune, ma se tutto questo non converge verso un obiettivo educativo e di formazione, serve a poco, si disperdono solo energie…II secondo problema grave e che sono decenni che l’istituto è in ristrutturazione. Ci sono padiglioni chiusi e quindi c’è una situazione di parziale inagibilità e quando non c’è una guida stabile e sicura che conosca tutti i luoghi può succedere di tutto. Anche  questo . In fondo basta togliere una tavola di sbarramento…Negli anni ’80 c’era un bel giardino all’ingresso. Cerano Ie aiuole con i fiori e c’era un gruppo di ragazzi che si dedicava proprio alla cura del giardino . Ora è un cantiere abbandonato. Ora è brutto. Penso che laddove si vogliono educare dei giovani, degli adolescenti, bisogna far vedere ed esigere le cose belle. Quindi le mura non possono essere grigie e sporche, Ie suppellettili devono essere curate, ci deve essere il dovuto distanziamento tra i letti, bisogna esigere la pulizia. Ed è questo quello che manca. Ho visto stanze con 8 ragazzi. Assurdo». Eppure questa non è sovraffollamento. E mancanza di un progetto che viene impostato da un direttore che coinvolge un equipe specialistica per riuscire a diversificare il trattamento rispetto all’età e alla tipologia dei reati”

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