Milano, l’odio pro-pal travolge la libertà di stampa: giornalista insultata e cacciata dal corteo

Milano

Ancora una volta, le strade di Milano diventano teatro di un’intolleranza inaccettabile travestita da mobilitazione politica. Durante il corteo organizzato ieri pomeriggio a sostegno di Mohammad Hannoun — l’architetto arrestato con l’accusa di aver finanziato Hamas — la democratica “libertà di espressione” si è trasformata in una vera e propria aggressione verbale ai danni di chi stava solo facendo il proprio lavoro: la giornalista de Il Giornale, Giulia Sorrentino.

Il megafono dell’insulto: “Faccia di m…a, fuori di qui”

Non sono bastati gli slogan contro Israele o i cori per la liberazione di chi è sospettato di legami con il terrorismo; i manifestanti hanno sentito il bisogno di individuare un “nemico” sul campo. La cronista è stata puntata, circondata e umiliata pubblicamente. Al microfono, davanti a un migliaio di persone, sono partiti gli insulti più beceri: “Questa faccia di m…a qui non ci deve stare”, e ancora “Fuori i sionisti dal corteo”, “Vergogna”, “Non sei la benvenuta”. Un accanimento che dimostra come, in certe piazze, il dissenso non sia ammesso e la stampa sia vista come un bersaglio da abbattere se non si piega alla narrazione dominante.

Il vittimismo della famiglia Hannoun

Il clima della manifestazione è stato surriscaldato dalle parole di Mahmoud Hannoun, figlio del presidente dell’Associazione palestinesi in Italia. Dal palco improvvisato, Hannoun ha lanciato attacchi frontali contro il premier israeliano Netanyahu, augurandogli di “marcire in galera” e difendendo strenuamente l’operato del padre, attualmente detenuto a Terni. Un intervento che, lungi dal cercare un dialogo, ha alimentato il fuoco della protesta, culminata poi nell’aggressione alla Sorrentino. Le accuse di “genocidio” e le invettive contro lo Stato ebraico hanno fatto da cornice a una piazza che ha mostrato il suo volto più illiberale.

La condanna delle istituzioni: un attacco alla democrazia

La violenza verbale subita dalla giornalista ha sollevato un’ondata di sdegno politico. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha condannato con fermezza l’episodio, ribadendo che la libertà di stampa è un “pilastro insostituibile”.

Paolo Zangrillo (Forza Italia): Il Ministro della Pubblica Amministrazione ha definito l’aggressione “vergognosa e intollerabile”, ribadendo che la violenza non può mai essere parte di una manifestazione civile.

Durissimo anche Federico Mollicone (Fratelli d’Italia): Il Presidente della Commissione Cultura alla Camera ha parlato di una “piazza sempre più incandescente” e di una “vergognosa aggressione”, sollecitando le autorità a individuare gli autori degli insulti via megafono. Ha inoltre evidenziato come queste manifestazioni stiano diventando luoghi in cui si colpisce chiunque venga percepito come un “avversario”, dalle forze dell’ordine ai giornalisti.

Anche Mariastella Gelmini (Noi moderati) ha inviato un messaggio diretto: “Forza Giulia, siamo con te”, condannando il metodo dell’intimidazione di piazza.

Resta il dato allarmante di una piazza che, in nome di una presunta solidarietà, calpesta i diritti fondamentali, trasformando le vie di Milano in una zona franca dove il diritto di cronaca viene messo alla gogna tra insulti e intimidazioni.

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