“Abbiamo visto tanta fiducia, sia dei sanitari svizzeri nei nostri confronti, sia quella delle famiglie in un sistema che stava funzionando e si metteva a loro disposizione. Non abbiamo visto disperazione. Certo, il dolore si tagliava col coltello, ma mai disperazione. Si era tutti parte di un processo, anche le famiglie. Sicuramente dolore, sicuramente fiducia ma non disperazione”.
Così ha detto Valeria Terzi, medico dirigente del reparto Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Niguarda, e parte dello scout team che è andato negli ospedali svizzeri per valutare le condizioni dei feriti dopo l’incendio a Crans-Montana.
“Con i colleghi svizzeri c’è stata moltissima collaborazione, basata su due elementi, prima di tutto la capacità di entrare in punta di piedi in un sistema che stava funzionando e che aveva fatto già moltissimo e andava rispettato per la fatica fatta. Dall’altra parte, oltre ad averci accolto con grande disponibilità, c’è stata da subito una collaborazione e un’intesa per poter portare avanti un processo. Il team di scout partito dall’Italia ha spostato pazienti gravi italiani in Italia, dando così la possibilità a pazienti gravi svizzeri di tornare in ospedali svizzeri”, ha aggiunto Terzi.
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