Quale è il colmo per una città “green” con il Sindaco Verde che parla tutti i giorni di sostenibilità?
Risultare ogni anno più inquinata del precedente. Stiamo proprio parlando della Milano di Beppe Sala: da 35 giornate di superamento delle soglie di inquinamento UE nel 2023, a 50 nel 2024 e già 68 nel 2025 che deve ancora terminare.
“Come è possibile ?” diranno le anime belle che hanno voluto Area B, Area C, le ciclabili e le piazze tattiche, ZTL ovunque, l’eliminazione di 30.000 posti auto, e il divieto di circolare persino a un bel po’ di moto.
Tutti questi provvedimenti hanno avuto giganteschi costi sociali, hanno comportato investimenti forzosi per cambiare l’auto, la fine di attività commerciali e imprenditoriali, sacrifici e disagi per le famiglie, e allungamenti dei tragitti casa lavoro per milioni di pendolari. Inoltre sono costate centinaia di milioni di sanzioni da quando è stata istituita Area B.
Ma in cambio di cosa? Di nessun beneficio.
La qualità dell’aria di Milano non è determinata da ciò che viene fatto solo nel territorio di Milano e da ciò che viene fatto solo contro la mobilità privata.
Lo si era capito durante l’emergenza Covid, allorché vi erano stati numerosi giorni di superamento delle soglie nonostante tutta le auto private fossero ferme. Lo si è capito quest’anno, quando pur con decine di migliaia di euro 5 diesel in meno circolanti a Milano , il risultato è stato peggiore degli anni precedenti.
In realtà la responsabilità dei nuovi motori diesel è una gigantesca bufala ideologica dei verdi, che combattono la mobilità privata con lo stesso furore ideologico con il quale un secolo fa i comunisti combattevano la proprietà privata.
E infatti non accettano il verdetto scientifico dei numeri, e vogliono proseguire su questa strada sbagliata. Da mesi la Giunta nasconde i numeri sull’ingresso di auto in città e hanno pure commissionato uno studio farlocco ad AMAT con solo indicatori positivi.
Ora che anche l’UE fa marcia indietro sui motori solo elettrici dal 2035, Sala e l’Assessore Censi non ce la fanno ad ammettere l’inutilità a fini ambientali della crociata anti auto.
Avrebbero dovuto potenziare i mezzi pubblici che invece hanno ridotto.
Avrebbero dovuto fluidificare il traffico che invece è congestionato con restringimenti e ciclabili. Avrebbero dovuto razionalizzare la sosta con un nuovo piano parcheggi sotterranei come avrebbero dovuto maggiormente intervenire sui riscaldamenti. Infine nulla è stato sperimentato per liberare le strade dalle polveri di motori e freni tramite il lavaggio.
Abbiamo perso 15 anni nella stupida crociata anti auto della sinistra e chissà ancora quanti anni ne dovremo sprecare per non far perdere la faccia a Sala e Censi.

Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.
Hai perfettamente ragione! Non se ne può più di queste “crociate” anti automobile.
Tutto come previsto e prevedibile. L’incompetenza elevata al cubo!!!
La sue crociate si sono rivelate costose per una città come Milano ed hanno aggravato il problema. Segno di inadeguatezza. Milano in 15 anni della sinsitra è diventata invivibile.