Le due giornate di festa di Sant’Ambrogio, patrono della città, e dell’Immacolata, rispettivamente il 7 e l’8
dicembre, sono per Milano l’inizio del periodo natalizio e occasione densa di appuntamenti. La città vive i suoi tradizionali eventi, dalla “prima” del Teatro alla Scala alla fiera degli “Oh bej! Oh bej!”.
Per i Milanesi è semplicemente “La Scala”, ma il Teatro alla Scala è uno dei teatri più famosi al mondo, tempio della lirica, del balletto e della musica.
Sul suo palcoscenico furono rappresentate per la prima volta alcune tra le opere più famose, come la Norma di Bellini, l’Otello ed il Nabucco di Verdi, la Maria Stuarda di Donizetti, la Madama Butterfly e la Turandot di Puccini.
Dal 1951 per volontà di Victor De Sabata, allora direttore, la Stagione della Scala si apre il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio.
La Prima è un evento unico nel suo genere, è avvenimento musicale, e mondano, a cui prendono parte le più alte cariche della città, dello Stato e della vita sociale economica e culturale italiana.
Quest’anno verrà rappresentata, nella versione del 1934, nel cinquantenario della morte di Šostakovič, Una lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, diretta dal Maestro Riccardo Chailly con il debutto alla regia di Vasily Barkhatov ed inizierà alle ore 18.00.
Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk è un racconto scritto da Nikolaj Leskov nel 1865, ambientato nella Russia zarista. La protagonista è Katerina Lvovna Izmajlova, una giovane intrappolata in un matrimonio freddo e opprimente con un mercante molto più anziano. La sua vita monotona cambia quando incontra Sergej, un affascinante lavorante della tenuta di famiglia, con cui inizia una relazione appassionata.
Per vivere liberamente il loro amore, Katerina e Sergej arrivano a compiere una serie di delitti: avvelenano il suocero, uccidono il marito e, infine, anche il nipote erede della proprietà. Dopo essere stati scoperti, vengono arrestati e condannati ai lavori forzati in Siberia. Anche nel duro contesto del campo di prigionia, la passione di Katerina si trasforma in ossessione e gelosia, portandola a uccidere l’amante e a togliersi la vita gettandosi in un fiume.
In epoca sovietica, il racconto attirò l’attenzione del compositore Dmitrij Šostakovič, che ne trasse nel 1934 un’opera lirica dal forte impatto drammatico. La versione musicale, inizialmente accolta con entusiasmo, venne poi duramente condannata dal regime stalinista per il suo linguaggio moderno e per l’audacia dei temi trattati, segnando un momento cruciale nella carriera del compositore. Nonostante ciò, l’opera – sia nella sua forma letteraria che musicale – è oggi considerata un capolavoro della letteratura e del teatro russo.

Laurea Magistrale in Lettere Moderne. Master in Relazioni Pubbliche.
Diploma ISMEO (lingua e cultura araba). Giornalista. Responsabile rapporti Media relations e con Enti ed Istituzioni presso Vox Idee (agenzia comunicazione integrata) Milano.