Carceri, Milano 21 novembre: presentazione del libro di Luigi Pagano, nuovo garante dei detenuti

Cultura e spettacolo

L’ex direttore del carcere San Vittore presenterà oggi il suo libro in compagnia della giornalista Daria Bignardi; don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria e Pino Cantatore, direttore generale della coop. sociale “Bee.4 Altre Menti”.

Appuntamento  alle– alle 17.30 presso la libreria San Paolo di via Pattari 6. 

In Italia il carcere fa “notizia” solo quando si segnalano, con poche righe di commento, l’ennesimo caso di suicidio di un detenuto, di un agente di Polizia Penitenziaria (secondo l’Associazione Antigone il 2024 ha registrato il dato record) o la violenza degli agenti contro i detenuti, oppure un episodio di protesta che agita la popolazione in custodia dello Stato costretta a condizioni di vita inaccettabili per un Paese civile.

La gestione della pena e del reinserimento dei condannati è sotto osservazione da molto tempo da parte delle autorità europee e ha anche subito gravi condanne per la mancata difesa dei diritti umani in carcere.

Il quadro descritto da questa situazione potrebbe far pensare che – oltre a una messa in discussione dello strumento carcere – sia necessaria una radicale riforma del sistema penitenziario, complessa e di difficile attuazione.

Per Luigi Pagano, già direttore del carcere San Vittore e ora nuovo garante dei Diritti dei detenuti di Milano, non è così.

Oggi, venerdì 21 novembre, alle ore 17.30, presso la libreria San Paolo di via Pattari, Pagano illustrerà le motivazioni per cui basterebbe l’applicazione coerente delle leggi per fare una “rivoluzione normale”.

A parlarne con lui: Daria Bignardi, giornalista e scrittrice; Don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano e Pino Cantatore, direttore generale della coop. sociale “Bee.4 Altre Menti”.

Per l’autore, le leggi già esistenti applicherebbero alla pena il dettato dell’art. 27 della Costituzione (che definisce che essa deve mirare al recupero e al reinserimento del detenuto nella società), ma non vengono rispettate e applicate.

Se ciò avvenisse, potremmo dire che, se proprio abbiamo bisogno di un carcere, esso sarebbe all’altezza della civiltà di un Paese democratico.

Il libro vede la prefazione di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi e la postfazione di Arnoldo Mosca Mondadori.

Luigi Pagano ha prestato servizio in qualità di Direttore presso diversi Istituti (le Case di Reclusione di Pianosa, Alghero e dell’Asinara, e le Case circondariali di Nuoro, Piacenza, Brescia e Taranto) prima di approdare, nel 1989, alla direzione della Casa circondariale di Milano San Vittore, dove è rimasto sino al 2004.

Dal giugno 2004 al 2019 ha ricoperto diversi incarichi dirigenziali come Provveditore Regionale dell’Amministrazione penitenziaria in Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, nonché come Vice-Capo Dipartimento, negli anni 2012-2015.

A lui si devono, tra l’altro, l’ideazione della Casa di Reclusione di Milano-Bollate, di cui è stato il primo direttore, negli anni 2000-2002, la realizzazione nel 2002 del progetto “La Nave”, sezione a trattamento avanzato per i detenuti tossicodipendenti all’interno dell’Istituto di San Vittore, nonché l’ideazione e la realizzazione nel 2006, a Milano, del primo Istituto a Custodia Attenuata per Madri detenute (ICAM), che avrebbe dovuto preludere alla chiusura della Sezione nido del carcere di San Vittore.

Insignito di diverse onorificenze, tra cui l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano nel 2000, ha ripercorso i suoi «quarant’anni di lavoro in carcere» nel volume Il Direttore, pubblicato dalla Casa editrice Zolfo nel 2020.

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