Il diritto allo studio: il caso di Catanzaro
Da tre anni seguo il caso di un minore con disabilità a Catanzaro: il suo diritto allo studio e il piano educativo individualizzato prevede 30 ore settimanali di assistenza Oepac (Operatori per l’autonomia e la comunicazione). Ogni anno, però, quelle ore vengono ridotte. Ogni anno la famiglia è costretta a ricorrere al Tribunale. Ogni anno il giudice ci dà ragione.
Questa situazione è inaccettabile: non solo per il bambino e la sua famiglia, che subiscono un danno concreto, ma anche per l’amministrazione che si espone a condanne e sanzioni.
Garantire l’assistenza prevista dalla legge 104/1992 e dalla Costituzione significa rispettare diritti fondamentali: diritto allo studio, all’istruzione, educazione, integrazione. Ho inviato una diffida al Comune, nella speranza che almeno quest’anno si possa scongiurare l’ennesimo contenzioso.
Perché i i diritti dei più fragili non dovrebbero mai passare dalle aule di un tribunale.
Avv. Marco Tavernese

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.