“Vogliamo che i cittadini possano esprimersi, andare alle urne perché ora le condizioni sono cambiate. Ci mancano 14mila firme e i Garanti del Comune devono consentire di completare la raccolta. Il Tribunale già ci ha dato ragione sulla prima bocciatura dei Garanti e ci eravamo fermati alla seconda bocciatura perché ci sembrava che non ci fossero più le condizioni in quanto pareva che il Meazza venisse ristrutturato: anche Sala aveva parlato di un bellissimo progetto. Oggi ci sembra di essere tornati al punto di partenza dopo quasi cinque anni e riteniamo che, siccome le delibere emesse sono sempre quelle, il senso del referendum rimane. E quindi, dopo il secondo respingimento, vogliamo riproporre gli stessi quesiti, perché le condizioni sono esattamente le stesse e il diritto della cittadinanza ad esprimersi forse è ancora più pregnante”.
Lo ha detto Anna Camposampiero, del Comitato Referendum X San Siro.
Questa mattina ha tenuto una conferenza stampa per chiedere l’indizione del referendum cittadino sulla vendita dell’area di San Siro e sul progetto stadio dei club Milan e Inter. All’incontro hanno anche partecipato il consigliere comunale dei Verdi Carlo Monguzzi, l’avvocato Veronica Dini, Andrea Bonessa e Gabriele Mariani.
“Se i Garanti non daranno l’autorizzazione per il referendum, toccherà presentare un nuovo ricorso al Tribunale Civile e vinceremo. Probabilmente, come abbiamo vinto la prima volta. Per lo stadio abbiamo presentato anche un esposto e una diffida alla vendita. Perché secondo noi, prove alla mano e non create da noi, i 70 anni di utilizzo sono già scattati e quindi deve essere apposto il vincolo, devono tutelarlo e non può essere abbattuto. Siamo qua a riproporre di convocare un referendum. E’ uno strumento previsto dal Comune di Milano, non è che ce lo siamo inventato noi e vogliamo che i cittadini si esprimano”, ha concluso Camposampiero.
Monguzzi
“Che senso ha vendere e regalare lo stadio a due società private? Le stiamo provando tutte per cercare di bloccare una delle più grosse sciocchezze che il Comune di Milano abbia fatto. – ha spiegato Monguzzi a margine della conferenza – Ci appelliamo alla giustizia e son due cose, purtroppo, che in questa fase non sono completamente coincidenti. Stringono i tempi ma noi siamo agguerriti: non cediamo di un millimetro, perché su questa cosa siamo convintissimi di essere dalla parte della ragione. Non si deve confondere ‘tutti’ con Palazzo Marino. La città è assolutamente con noi: non troverete più una persona che sia d’accordo con la vendita dello stadio alle squadre. Solo Palazzo Marino persiste, bisogna convincerli”, ha poi concluso il consigliere verde.
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È incredibile quanto menefreghismo e ipocrisia ruoti intorno a questa maggioranza.
Le circolari e le disposizioni sulla tutela dello stadio scritte 2 decenni fa dallo stesso comune? Tutta la documentazione video e su stampa
che anticipa la data del vincolo?
..Ma i pm????