L’inchiesta sul cosiddetto “piano ombra” scuote il Comune di Milano e riaccende le polemiche sulla gestione delle periferie e dell’edilizia pubblica. Mentre la magistratura indaga su una rete di interessi illeciti tra pubblico e privato, si moltiplicano le voci critiche contro l’operato della Giunta Sala.
Il gip: “Disgregato ogni controllo pubblico sul territorio”
Secondo il giudice per le indagini preliminari Fiorentini, il sistema scoperto “ha disgregato ogni controllo pubblico sul territorio”, svilendo la funzione delle istituzioni e piegandole a interessi personali e speculativi. La Commissione per il Paesaggio sarebbe stata trasformata in “uno strumento per trarre il massimo profitto in un vorticoso circuito di corruzione tuttora in corso”.
Le accuse: un piano di speculazione edilizia
Per la Procura, l’ex assessore Tancredi, insieme a Marinoni e al manager Pella, avrebbe messo in piedi una rete operativa con forti intrecci tra pubblico e privato, finalizzata a una “vasta operazione di speculazione edilizia” in almeno nove aree strategiche della città. Marinoni, presidente della Commissione Paesaggio, lo definiva “il piano ombra”: un meccanismo di potere e denaro, con parcelle elevate e “appoggi” istituzionali garantiti.
Padalino (Noi Moderati): “Periferie dimenticate, serve un piano di manutenzione vero”
“In questi anni l’amministrazione ha parlato tanto di rigenerazione urbana, ma nei fatti ha abbandonato le periferie a loro stesse. Oggi, con le accuse di corruzione che emergono dall’inchiesta, capiamo che dietro certi progetti c’erano interessi molto lontani dal bene comune. I quartieri popolari di Milano – da Quarto Oggiaro al Giambellino, dal Corvetto a San Siro – continuano a soffrire: ascensori rotti da mesi, infiltrazioni d’acqua, caldaie obsolete, impianti fuori norma.
Prima di lanciarsi in nuovi piani edilizi, occorre un intervento massiccio e immediato sulla manutenzione delle case popolari esistenti. Serve trasparenza, serve controllo, serve rispetto per le persone che vivono ogni giorno il degrado, senza che nessuno si prenda la responsabilità. Noi chiediamo un cambio di passo netto: basta annunci, vogliamo azioni concrete”.
Vassallo (Noi Moderati): “Sala scopre le periferie a fine mandato, ma è tardi: sistemare prima il vecchio”
“Arrivati alla fine del mandato, assistiamo all’improvvisa ossessione del sindaco per le case e per le periferie. Ma dov’era negli ultimi anni? Ora rispolvera un piano casa come quello di Fanfani, senza spiegare con quali risorse pensa di realizzarlo. È un’operazione di facciata, dettata dal calendario elettorale, non da un piano serio.
Le periferie milanesi non si rigenerano con gli slogan: hanno bisogno di manutenzione ordinaria, di interventi strutturali su impianti, tetti, ascensori. In troppi quartieri, gli inquilini vivono in condizioni al limite della decenza: infiltrazioni d’acqua, presenza di legionella, riscaldamenti che non funzionano, caldaie da sostituire.
Prima di parlare di nuove costruzioni, il Comune dovrebbe occuparsi delle migliaia di alloggi pubblici già esistenti e degradati. È lì che si misura la serietà di un’amministrazione, non nelle promesse dell’ultima ora. Ma ormai è troppo tardi: la fiducia dei cittadini non si recupera con un giro nelle periferie a pochi mesi dalle elezioni”.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.
Come strisciare s testa alta…..Che faccia di tolla.