Quella che un tempo era la “Casa del giovane” in via Falck, una struttura di proprietà della Curia milanese, ha visto un radicale cambiamento nel suo destino. Si è trasformata da centro di accoglienza per minori a rifugio abusivo per senzatetto. Negli ultimi trenta giorni, la polizia del commissariato Bonola è dovuta intervenire più volte per sgomberare l’edificio, situato all’interno del suggestivo “Bosco di via Falck”.
Fino a due anni fa, più precisamente a novembre, questi spazi erano dedicati all’accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Offrivano loro un luogo sicuro e supporto. Successivamente, l’area è stata destinata a un ambizioso progetto di housing sociale. Era gestito da una società privata, ma ad oggi non ha ancora visto l’avvio dei lavori.
Da quando la sua funzione originaria è venuta meno, la ex “Casa del giovane” è stata ripetutamente occupata. La struttura comprende una vasta proprietà che include un ampio giardino, dormitori, una mensa, laboratori e persino una piccola chiesetta. Tra gli occupanti, a volte, c’erano anche giovani che proprio in quel luogo avevano trovato ospitalità in passato.
Il primo sgombero recente risale al 23 maggio scorso. Sotto la guida del dirigente Carmine Mele, i poliziotti del commissariato avevano allontanato dalla struttura 15 persone: undici di nazionalità marocchina (di cui ben otto minorenni), tre tunisini e una ragazza italiana. Durante quell’operazione, il nucleo tutela animali dei vigili aveva anche sequestrato un cane, trovato sprovvisto di microchip, e aveva sanzionato la sua proprietaria.
L’ultimo intervento delle forze dell’ordine è avvenuto martedì scorso. Gli stessi agenti hanno nuovamente “liberato” gli spazi, 16 persone si trovavano al suo interno. La composizione del gruppo era simile alla precedente, con tredici marocchini (quattro dei quali minori di diciotto anni), un tunisino, un algerino e un egiziano. Tra questi, un minorenne di 15 anni è stato sottoposto a fermo, poiché gravemente sospettato di aver commesso una serie di cinque rapine, avvenute tra il 14 e il 21 maggio scorsi, alle fermate metropolitane del centro e del quartiere San Siro.
Al termine di quest’ultimo e decisivo intervento, un fabbro è stato incaricato di sigillare tutti gli ingressi dell’ex “Casa del giovane”, nel tentativo di prevenire nuove e indesiderate occupazioni future, in attesa che il progetto di riqualificazione possa finalmente prendere il via.
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