“L’ultima sparatoria nel campo nomadi di Chiesa Rossa non può e non deve passare inosservata: sindaco Sala e giunta si tolgano le fette di salame dagli occhi e cessino ogni interlocuzione con le famiglie sui loro ricollocamenti nelle case popolari una volta che l’insediamento sarà sgomberato così come annunciato. Il far west di ieri sera è la tragica conseguenza di un decennio abbondante di buonismo imperante e di coccole ai “fratelli rom” da parte della sinistra, i cui esponenti in occasione delle ultime elezioni europee sono persino stati ospiti di questa comunità per un dibattito politico. Un campo dove praticamente nessun residente è in regola coi pagamenti degli affitti e delle utenze, per centinaia di migliaia di euro di buco, e dove il Comune ha pensato bene di intestarsi le bollette dell’elettricità per far sì che nessuno ricorresse a pericolosi allacciamenti abusivi. Un microcosmo che funziona al contrario quello di Chiesa Rossa, famoso per gli assalti ai corrieri, le truffe, i furti di furgoni e mezzi da lavoro, gli sversamenti di rifiuti e, appunto, le pistolettate. Io stessa sono stata aggredita più volte dagli stessi nomadi durante i miei sopralluoghi. Questa è la sicurezza modello Pd e compagni: l’anarchia nelle perifierie. Dopo aver sistemato i rom di via Bonfadini non si azzardino a regalare case anche ai “colleghi” di Chiesa Rossa tramite le solite scorciatoie. Siamo pronti a mobilitarci per scongiurare l’ennesima vergogna”.
Cosi Silvia Sardone, europarlamentare e consigliere comunale della Lega.
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