MilanoPost Goggi- area pedonale

Goggi “Zone senza traffico l’incubo di ogni amministrazione”

Milano

Botta e risposta sulle future pedonalizzazioni in città tra Franco De Angelis e Giorgio Goggi, da una parte e Giangiacomo Schiavi dall’altra.

Caro Schiavi,

ogni tanto si riparla di chiudere il quadrilatero. Era successo anche durante il mio turno come assessore ai trasporti della Giunta Albertini. Allora venne a trovarmi la proprietaria di una famosa gioielleria sita nel quadrilatero e mi fece questa domanda: «Lei pensa che un cliente che viene da noi per comperare una collana di diamanti, poi se ne vada tranquillo con la collana in tasca?». Capii che ci sono clienti che richiedono un ambiente di totale sicurezza, quindi auto, spesso autista e magari guardia del corpo. Mi consigliò anche di verificare le altre vie del lusso nel mondo. Lo feci e vidi che nessuna di queste era pedonale, né Faubourg Saint Honoré a Parigi, né Bond Street a Londa e nessun’altra via del lusso delle grandi città del mondo. Non se ne fece più nulla, anche perché le gioiellerie e i grandi negozi del lusso fuggirebbero da una strada pedonale.

Le pedonalizzazioni possono essere benedette o maledette e per questo bisogna studiarne gli effetti in una città in cui ci sono 900 mila movimenti automobilistici al giorno e dove ogni mattina si consegnano più di centomila pacchi. La pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele fu una vittoria del sindaco Tognoli, ma allora il Comune aveva fatto le simulazioni che ci aiutarono a capire gli effetti positivi e quelli negativi. Su certe chiusure si può essere d’accordo (via Dante) ma come cittadino e non solo come ex assessore vorrei sapere che cosa succede dopo: il traffico è incomprimibile e ogni misura ha un effetto a catena nelle zone limitrofe.

Caro Goggi, caro De Angelis

traffico, vigili, chiusure, Ztl, aree B e C, piste ciclabili, parcheggi, taxi, mezzi pubblici di superficie, Passante e metropolitane sono l’indicatore di una città più o meno vivibile, ma sono anche l’incubo di ogni amministratore: c’è chi si barcamena nel tran tran, chi sceglie la via ambientalista e chi procede per tappe (o toppe) cercando di scoraggiare l’uso dell’auto in citta. Quest’ultima sembra la linea del Comune, che porta alla pedonalizzazione del Quadrilatero della moda. Certe obiezioni sono arrivate anche a noi, che per Montenapoleone avevamo chiesto meno anarchia e auto in strada: sarebbe un segno dei tempi e il Comune darebbe prova di coraggio. Ma è bene fare tesoro dei consigli (anche non richiesti): caos del traffico e proteste sono in agguato.

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