Il commento di Luciano: 16a di serie A

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Altra puntata amici sportivi, siamo alla numero 16 che in infrasettimanale presenta un quesito riservato alle prime due in testa e di riflesso a tutto il gruppo che segue fino alla Lazio, ora a 25 punti in settima posizione, con la vittoria sulla Fiorentina.

La prima vittoria della giornata è del Benevento, che sorprendentemente espugna il Sardegna Arena (1-2) e infligge al Cagliari la terza sconfitta consecutiva. J.Pedro porta in vantaggio i sardi al 20′, ma prima dell’intervallo vengono raggiunti dall’ex rossoblu Sau, al 41′ e 3 minuti dopo Tuia sigla il raddoppio che condanna definitivamente il Cagliari , nonostante il rientro di Nainggolan che gioca quasi l’intero incontro, ma senza cambiarne le sorti.
Dalle partite del pomeriggio emerge negativamente l’Inter, che a Genova affronta la Sampdoria con l’idea di portarsi nuovamente in testa sul Milan, per qualche ora. Ma fallisce clamorosamente il bersaglio sprecando come spesso le accade una serie cospicua di occasioni. Ad iniziare da un calcio di rigore che, all’avvio di partita, potrebbe indirizzarle favorevolmente il risultato, ma Sanchez batte poco angolato e Audero respinge sui piedi di Young che spara, ma il tiro si schianta sulla traversa. Rincuorata, la Samp prova a ribattere e va vicino al gol con Tonelli che coglie a sua volta la traversa, poi è rigore per la Sampdoria: Lautaro smanaccia a braccio largo ed è l’ex Candreva a battere Handanovic, molto meglio del suo ex compagno Sanchez in nerazzurro. L’Inter reagisce ma sbaglia l’ultimo passaggio e subisce il raddoppio da un altro ex, Keita, al 38′. Nella ripresa Lautaro sfiora ancora due volte il gol, entra anche Lukaku fino a quel momento in panchina, prova anche lui a battere Audero con un colpo di testa ma il portiere salva. Poco dopo è DeVrij di testa ad accorciare le distanze al 65′, nerazzurri che ci provano ancora ma la Samp resiste, e la corsa dell’Inter di Conte si arresta bruscamente dopo 8 vittorie di fila.

Ne approfitterà qualcuno stasera tra Milan e Juventus?

CrotoneRoma corsara incassa la posta, si impone per 3-1 e conquista la terza vittoria consecutiva grazie a un grande primo tempo. Doppietta di Borja Mayoral (8′ e 29′) e gol su calcio di rigore di Mkhitaryan al 71′. Nella ripresa, a segno Golemic, alla sua seconda rete in pochi giorni, ma non basta per la rimonta. La squadra di Fonseca mette ora nel mirino l’Inter: in caso di successo nello scontro diretto di domenica sarà aggancio al secondo posto.
 
Era il 7 novembre, quando Spezia passava sul Benevento per l’ultima vittoria in Serie A. Poi 5 sconfitte nelle ultime 6 partite, di cui 3 consecutive. Tutto questo periodo negativo per i liguri conosce la sua fine a Napoli, dove lo Spezia riesce nell’impresa di ribaltare, in 10 uomini, un Napoli poco cinico . La squadra di Gattuso si perde in un bicchier d’acqua, non concretizza le occasioni del primo tempo ma soprattutto va ko mentalmente dopo il pareggio a sorpresa di Nzola su rigore (intervento ingenuo di Fabian Ruiz). Così, nonostante l’uomo in meno per l’espulsione di Ismajli al 78’, la squadra di Italiano piazza il sorpasso nel finale con il gol di Pobega, nel posto giusto al momento giusto per concretizzare il bel lavoro di Gyasi e Nzola1-2 al Maradona , Napoli perde una ghiotta occasione di accorciare sull’Inter, insieme anche alle residue ambizioni da titolo: questa squadra non è ancora guarita e continua a mostrare cali di attenzione piuttosto preoccupanti.
 
SassuoloGenoa, al Mapei Stadium di Reggio Emilia si è concluso col punteggio di 2-1. Gara arbitrata da Fabbri , il Sassuolo di De Zerbi sale a quota 29 punti in classifica, volando momentaneamente al quarto posto.  
Boga e il giovane Raspadori permettono al Sassuolo di rialzare la testa, dopo la brutta sconfitta subita nell’ultimo turno contro l’Atalanta. Tutto nel secondo tempo: dopo il palo di Scamacca nella prima frazione, e le occasioni sprecate da Caputo e Djuricic, i neroverdi la sbloccano al 52′ con Boga, cinico nel freddare Perin da posizione defilata con un destro preciso. Il Genoa però è vivo e dieci minuti dopo pareggia con Shomurodov: per l’uzbeko, l’incornata sul cross di Ghiglione vale il secondo gol in campionato. Partita che sembra destinata al pareggio, ma non è d’accordo Raspadori. Entrato da pochi minuti, si fa trovare al posto giusto sul cross morbido messo in mezzo da Boga e spedisce il pallone alle spalle di Perin. Sassuolo momentaneamente al quarto posto a 29 punti, Genoa fermo a 11 al penultimo posto.
 
Seconda vittoria casalinga consecutiva per la Lazio che, dopo aver superato il Napoli all’Olimpico, passa (2-1) anche contro la Fiorentina. Già questa è una notizia, considerando i pochi punti racimolati in casa dalla squadra di Inzaghi. Ma che sofferenza nel finale, con la viola che aveva riaperto la gara. Apre Caicedo, poi raddoppia Immobile . Nel mezzo un paio di chance non sfruttate dalla Lazio e l’infortunio di Ribery. Nel finale qualche errore di troppo rianima la squadra di Prandelli, che riduce lo svantaggio con il rigore di Vlahovic. Non c’è tempo però, per il pari, e la Lazio mantiene l’ottavo posto in classifica, mentre la Fiorentina interrompe la striscia di 4 risultati utili consecutivi.
 

Punto d’oro nella corsa salvezza per il Torino di Giampaolo, che trova, in extremis, il pareggio per 1-1 contro il Verona, grazie al tap in all’84’ di Bremer su errore di Faraoni. Gara bloccatissima nel primo tempo ed equilibrio rotto a metà ripresa da una prodezza al volo di Dimarco, su palla scodellata da Zaccagnper il vantaggio veronese.

Bologna Udinese2-2 al Dall’Ara. Match equilibrato, con i padroni di casa avanti nel primo tempo per ben due volte, e sicuramente meglio messi in campo da parte di Mihajlovic. Nella ripresa però è un’altra partita, grazie soprattutto all’espulsione di Svanberg nei primi minuti. L’Udinese alza il ritmo e il baricentro e l’incontro diventa un vero e proprio assedio alla porta difesa dal non perfetto Da Costa. Alla fine il pareggio, meritato,  arriva nel recupero grazie al diagonale di Arslan deviato da Hickey. Pareggio quindi giusto, con gli emiliani che salgono a quota 17 punti ma che non vincono da una vita. I rossoblu pareggiano per la quinta volta di fila e da sette partite consecutive non portano a casa i tre punti. La classifica comunque sorride e non è pericolosa, ma c’è sicuramente un calo dopo un buon inizio di stagione. Non meglio va all’Udinese, che di punti ne ha 15 ma con una partita in meno. Sicuramente oggi si è però visto un passo in avanti rispetto alla scialba prova contro la Juventus.

Nessun miracolo per il Parma che nella mission impossible di Bergamo, di fronte all’Atalanta, va incontro alla nuova e inevitabile sconfitta (3-0). Per un tempo regge la squadra di Liverani, che oltre ai tanti problemi deve registrare anche i ko di Karamoh e Gagliolo in mezz’ora. La Dea di contro parte sorniona, ma esce alla distanza, dimostrando ancora una volta il buon momento di forma dei soliti noti: il quarto gol consecutivo di Muriel, il terzo di Zapata (a cui Muriel dà il campo), il gol+assist del consueto Gosens. Insomma, la Dea va e infila la quarta vittoria nelle ultime sei di Serie A (pari solo con Juventus e la beffa di Bologna), confermandosi una serissima candidata ai posti che contano di questo campionato considerando anche i 15 gol fatti e 2 subiti nelle ultime 4 uscite. Di contro poco da dire a Liverani, oggi a fine corsa alla guida del Parma: o lo si esonerava prima di questa partita, o contro questi avversari e con questa emergenza uomini, non gli si poteva chiedere di più.

E a chiudere la giornata, l’incontro certamente più atteso per le risposte che doveva fornire sulla consistenza attuale di entrambe le squadre. Milan-Juventus, una classica del campionato che dopo parecchio tempo mette di fronte le due contendenti in posizioni di classifica invertite, Milan in testa e Juventus dietro 10 punti che diventano ora 7. Infatti, le risposte che tutti attendevano sono arrivate, e abbastanza chiare, salvo ovviamente prossimi non impossibili ribaltoni a cui questo campionato ci ha un po’ abituato. Juventus batte Milan 3-1, prima sconfitta (dopo 27 partite utili) forse più amara perché in casa, ma indiscutibile. La squadra di Pirlo si è confermata, a dispetto di questa prima parte di stagione sottotono, formazione rocciosa, esperta e cinica quanto basta a punire le velleità di un Milan molto dinamico e giovane, che forse privo di Ibra in una occasione del genere ne ha avvertito il peso più che in altre partite. Buona partita comunque, ma dalla Juventus è spuntato un Chiesa super, autore di una gran doppietta (18′ e 62′) a sopperire alla giornata meno brillante di CR7. Il temporaneo pareggio di Calabria al 41′ del primo tempo sembrava poter dare un volto meno netto al resto della partita bianconera, ma l’esperienza e la classe alla fine hanno avuto ragione con la ciliegina sulla torta posta da McKennie al 76′. Risultato che forse punisce i rossoneri oltre i demeriti, se tali possono essere definiti, piuttosto che verosimilmente i meriti ella Juventus. E adesso, con i prossimi incontri, avremo altre risposte anche dall’Inter e dalla Roma, che si affronteranno nella prossima giornata all’Olimpico per decidere se ci sarà l’aggancio giallorosso al secondo posto solitario di Conte, oppure rimarranno le cose come stanno piuttosto che addirittura una riscossa dell’Inter che ricaccerebbe la Roma indietro. Tutto da vedere, anche se purtroppo ancora a distanza causa il silenzio degli spettatori proiettati sulle gradinate degli stadi…

Arrivederci alla prossima!

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