Il commento di Luciano: 3a giornata di serie A

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Buon giorno amici sportivi, siamo alla terza e c’è chi ingrana la quarta, anche se ormai l’Atalanta più che stupore suscita ammirazione, e il perché lo commentiamo più sotto.

Nell’anticipo di Venerdi, nuova sorpresa sul campo della Fiorentina dove passa la Sampdoria, grazie ai gol di Quagliarella (rigore al 42′) e Verre all’83’. Partita a due facce, prima la Fiorentina che imperversa nella prima mezz’ora, poi la Samp che prende campo e inizia a minacciare la difesa viola, passando in vantaggio a fine primo tempo. Ripresa, al 71′ è Vlahovic a rimettere le cose in parità ma il pareggio è illusorio, Verre all’83’ si inventa un lungo pallonetto e scavalca il portiere Dragowski, regalando la prima vittoria ai blucerchiati di Ranieri nonostante l’ultimo sfortunato tentativo di Chiesa, che al 95′ centra soltanto il palo.
Sabato, in programma 3 incontri, ma diventano 2 a causa del rinvio di Genoa-Torino per la situazione contagi tra i rossoblu (ben 22). Restano Sassuolo-Crotone e UdineseRoma, la prima si chiude con un sonoro 4-1 per gli emiliani a dispetto di un Crotone affatto sottomesso. Anzi, mette in mostra qualcosa di più nel gioco, mancando però di concretezza sottoporta e concedendo così al Sassuolo di avanzare, e portare a casa un risultato roboante nel punteggio ma oltre i meriti nella prestazione. I gol, al 19′ Berardi (S), 49′ Simy (C), 58′ e 85′ Caputo (S), 93′ Locatelli (S).
Ultimo incontro del Sabato, Udinese-Roma si conclude con la vittoria di stretta misura dei giallorossi,  gol di Pedro al 10′ della ripresa. Udinese che avrebbe meritato ampiamente il pareggio e qualcosa di più, ma nel calcio i meriti a volte non bastano. Giù il cappello per l’eurogol di Pedro (staffilata dal limite all’incrocio dei pali) , ma se il migliore della Roma è risultato il portiere Mirante con interventi superlativi che salvano il risultato, qualcosa è da rivedere per la squadra di Fonseca.
Domenica la serie A si impoverisce di un’altra partita, Juventus-Napoli infatti è diventata un match che si disputerà probabilmente a colpi di carte bollate, denunce e ricorsi per il veto alla partenza posto dalla ASL napoletana. La Juventus pare intenzionata, discutibilmente, a prendersi i 3 punti a tavolino in virtù del regolamento, in base al quale la squadra che non si presenta all’incontro in campo perde la partita, e un flash di stampa in questo momento mi conferma che l’incontro è stato annullato, per assenza di una delle 2 squadre. Esprimo un parere del tutto personale, beninteso, ma un campionato che prende questa piega lo trovo francamente inattendibile.
Passiamo oltre, e soffermiamoci ancora sulle vicende strettamente legate al campo di gioco.
E il campo, a Bergamo, ha ribadito ancora (ce ne fosse bisogno…) che l’Atalanta è entrata di diritto nel club delle grandi del campionato, e non da oggi. Un ruolino di marcia da schiacciasassi, 3 vittorie, punteggio pieno, 13 gol fatti, 5 subiti, ma aldilà dei numeri impressiona la facilità con cui trova i gol a prescindere dall’avversario che fronteggia. E in quest’ultimo incontro, in casa col Cagliari che ha mandato in gol il neoacquisto ex interista Godin, non serve nemmeno descrivere dettagli di una cronaca che non ha avuto storia. Dopo appena 7′, è Muriel a inaugurare la nuova raffica. Illusorio il pareggio di Godin un quarto d’ora più tardi, perché dura meno di 5′: al 29′, Papu Gomez conferma la sua strepitosa forma e confeziona una nuova prodezza, gran bordata a giro e Atalanta nuovamente avanti. Finale primo tempo e la Dea la chiude senza discussioni, Pasalic e Zapata fanno ciò che tutti sanno e il tabellino sale a 4-1. Ci riprova il Cagliari a inizio ripresa (53′), a rimettere fuori la testa con Pedro, accorcia sul 4-2 ma nel contempo ha già rischiato altre 2 segnature ad opera di Zapata, Muriel e Palomino, senza contare una precedente gran traversa di DeRoon. E all’81’ è il nuovo arrivato Lammers a metterci la firma, fissando il 5-2 finale. Che dire, sembra una dittatura, con di fronte una opposizione ogni volta impietosamente zittita (ogni riferimento ad analogie è puramente casuale…)
Vediamo le altre del pomeriggio domenicale, con il Parma che si libera del Verona con un gol di Kurtic al primo minuto e porta a casa, ma non senza fatica, i primi 3 punti della stagione. Verona un po’ appannato in attacco, primo stop stagionale dopo le 2 vittorie iniziali.
Il Benevento guadagna invece la seconda vittoria, dopo il ko con l’Inter nel precedente recupero della prima giornata. Lo fa contro il Bologna di Mihailovic, Lapadula al 66′ è l’artefice materiale dell’impresa, che tale si può considerare a fronte di una partita che ha visto il Bologna sprecare di tutto e di più, e il portiere Montipò del Benevento salire sul podio degli eroi, con almeno 4 parate prodigiose.
Partita di cartello nel pomeriggio, all’Olimpico si sfidano 2 delle protagoniste della scorsa stagione, Lazio ed Inter. Partita abbastanza equilibrata nel complesso ma è l’Inter a dare la sensazione di controllare il gioco con maggior sicurezza, anche se con ritmi piuttosto moderati. Sono comunque proprio loro, i nerazzurri di Conte, a sbloccare il risultato alla mezz’ora con il solito Lautaro che è lesto a raccogliere un rimpallo tra Perisic e la difesa laziale, e battere con un sinistro Strakosha che tocca, ma non trattiene. Al 47′ è Lukaku a mettere i brividi alla Lazio, quando dal limite tira fuori a fil di palo su un ottimo servizio di Lautaro. Lo stesso argentino, poco prima dell’intervallo, sfiora a sua volta il gol con una girata che si spegne sul fondo a pochi centimetri dal palo. Lazio che inaspettatamente arriva al pareggio al 10′ della ripresa, con uno stacco di testa di Milinkovic Savic che incorna sovrastando Perisic, e schiaccia il pallone a terra sorprendendo Handanovic nel rimbalzo sulla traiettoria bassa. A 3 minuti dal termine, palla gol dell’Inter con Brozovic che tira dal limite, leggera deviazione di Akpa Akpro e pallone che si stampa sul palo, a destra di Strakosha ormai battuto. Un punto a testa per le due contendenti, con finale anche leggermente inquieto e una espulsione per parte: al 70′ è Immobile a schiaffeggiare leggermente e strattonare Vidal, che fa un po’di scena e crolla a terra. Lo imita sul finale anche Sensi, che accenna ad una reazione su Patric dandogli una manata, o più esattamente una spinta con mano sullo sterno. Anche il laziale fa la sua brava scena accasciandosi a terra e mettendosi le mani sul viso, dove invece non è stato nemmeno sfiorato. Due espulsioni quantomeno discutibili, su gesti di reazione tutt’altro che violenti, ma la valutazione arbitrale era diversa e meno bonaria.
Ultimo incontro della serata, alle 18 Milan-Spezia. Un Milan obbligato al turnover dopo l’incredibile avventura vincente in Europa League contro il Rio Ave, vince la terza partita consecutiva contro lo Spezia neopromosso. Gara non facile, sbloccata da Leão dopo quasi un’ora di gioco, il quale si ripete al 78′, portando a 3 le reti subito dopo un diagonale mancino imparabile di Theo Hernandez per il raddoppio. Spezia che può rimpiangere un paio di occasioni, troppo poco per impensierire il Milan di questi tempi benché privo del suo alfiere Ibra, oltre a Romagnoli e Rebic. I suddetti sono attesi comunque al rientro in occasione del derby milanese alla quarta giornata, che sarà posticipata al 17 Ottobre, a causa degli impegni della nazionale in Nations League: 11 Ottobre con la Polonia e il 14 con l’Olanda, preceduti dall’amichevole di Mercoledi 7 Ottobre contro la Moldavia a Firenze.
Arrivederci, e buona settimana a tutti.

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