Milano Post

Gli effetti soprattutto negativi del coronavirus sul Ferragosto

Quello del 2020 sarà un Ferragosto da dimenticare. Se quasi cento giorni di quarantena avevano amplificato la tradizionale voglia di vacanze, la crisi economica seguita alla diffusione del coronavirus ha stroncato ogni velleità di ferie estive. O almeno per una parte della popolazione.

Meno turisti in Italia

Con i conti in rosso e le frontiere chiuse quest’anno agli italiani non è rimasto altro che prenotare soggiorni nel proprio Paese. A farne le spese le località preferite dagli stranieri, bloccati a loro volta al confine. Firenze, Roma e Venezia hanno perso oltre il 60% dei clienti. Ad esempio basta camminare per il sito archeologico di Taormina o soggiornare presso uno dei suoi alberghi per capire che i turisti sono pochi e parlano italiano. Non va meglio sulle spiagge. Nonostante l’ottimismo dell’Agenzia Nazionale del Turismo (Enit) che riporta notizie di performance migliori rispetto alla Spagna (79% di vendite online rispetto al 72% iberico), le 10mila imprese del Sindacato Italiano Balneari (Sib) aderenti a Confcommercio hanno rettificato che il flusso consistente di bagnanti si concentra solo nei fine settimana e non nei giorni feriali. La regione che ne ha risentito di più è la Sardegna (- 70%). Seguono Campania, Calabria, Sicilia e Veneto (- 40%).

Pranzi e cene al ristorante? La maggior parte sceglie la propria casa.

I bollini neri e rossi del traffico di questi ultimi giorni contribuiscono a chiarire la situazione: chi non è potuto partire finora, non rinuncia a trascorrere qualche giorno fuori, anche solo per il 15 agosto. Secondo l’Enit tra il 10 e il 16 agosto proveranno a registrare il tutto esaurito Rimini, Ravello, Cavallino-Treponti, Cilento e Salento. Secondo un sondaggio commissionato da Coldiretti all’istituto Ixè gli italiani in viaggio mangeranno più in casa propria o di altri (26%) che nei ristoranti, scelti da un italiano su cinque invece che da uno su quattro come nel 2019. Meglio pizzerie e agriturismi (13%), che verranno presi d’assalto in occasione dell’Assunzione. Attenzione però ai prezzi.

I prezzi e la disponibilità economica

Chi preferisce passare la festività nei locali si prepari a sborsare come minimo 25 euro a persona per i menù più modesti. Le cifre sono rimaste sostanzialmente le stesse degli anni scorsi. A essere cambiate sono le disponibilità economiche dei clienti, che con tutta probabilità opteranno per soluzioni più condivise e a portata di qualunque tasca, come la tradizionale grigliata in famiglia con cocomerata annessa, a banchetti pantagruelici. In alternativa genitori e figli possono trascorrere il tempo in un parco divertimenti. Un nucleo di due adulti e un bambino pagano almeno 100 euro a Gardaland, 63 a Rainbow Magic Land di Valmontone e 60 a Mirabilandia e Cinecittà World. Pranzo escluso ovviamente.

Ferragosto? Ma c’è chi deve lavorare

Oltre ai dipendenti di ristoranti e lunapark, passeranno il Ferragosto a lavoro i piccoli e medi imprenditori più colpiti dalla crisi. Secondo un sondaggio condotto dall’istituto demoscopico Swg per Confesercenti su un campione di oltre 250 comuni, resteranno aperti il 68% dei proprietari di negozi e botteghe delle Isole e il 61% di quelli del Centro. In tutta Italia non saranno più di 6 aziende su 100 a interrompere le attività per più di due settimane.

Il motivo dello sforzo è chiaro: l’89% degli intervistati dichiara perdite del fatturato nel primo semestre pari in media al 31%. Chi soffre di più sono gli imprenditori senza dipendenti a carico, che individuano nelle misure restrittive imposte dal governo per contenere l’emergenza sanitaria (62%) e nel rallentamento dei consumi (21%) le principali cause delle perdite. E le aspettative future non sono delle più rosee: il 7% (circa 50mila aziende) stanno cessando per sempre le attività e un altro 45% teme che dovrà farlo se la situazione non migliorerà nelle prossime settimane. (Fonte InTerris)