Il commento di Luciano: tredicesima giornata serie A

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Anticipi del Sabato, ecco un Atalanta – Juventus che conferma l’interesse e l’attesa degli sportivi. Per un’ora abbondante, però, soddisfa più quelli di parte atalantina che quella bianconera. Juventus in palese difficoltà di fronte alla straripante carica agonistica dei bergamaschi, che tuttavia non concretizzano le diverse nitide occasioni. Solo dopo aver fallito anche un rigore al 16′ (mano in area di Khedira) con Barrow che coglie in pieno la traversa, arriva il gol all’11’ della ripresa, meritatissimo, con Gosens di testa su un bel cross di Barrow. Ma il patrimonio sprecato in precedenza costa caro all’Atalanta, perchè come spesso accade la Juventus, con un mix di esperienza e opportunismo più una discreta dose di fortuna, sfrutta nel finale quel corto circuito avversario che le consente di rovesciare situazioni critiche. E’ il “pipita” Higuain a intercettare un pallone a circa 15′ dal novantesimo, scagliando in girata un pallone che incoccia su una gamba di Toloi e finisce in rete. Pareggio bianconero finora immeritato, l’Atalanta cerca di reagire per tornare in vantaggio, ma è ancora un’azione dubbia a mettere le ali alla Juve: 82′, azione con evidente fallo di mano di Cuadrado, ignorato dalla terna arbitrale e non rilevata in tempo dal VAR, perchè Pasalic avvia subito un’altra azione dei bergamaschi. Ma sul recupero palla, Higuain non si fa commuovere e non perdona sul passaggio in area proprio del colombiano.  Ad infierire è poi Dybala al 92′, con una delle sue azioni dirompenti su prezioso invito di Higuain. L’argentino sigilla un 3-1 che brucia alla squadra di Gasperini, dopo aver dominato gran parte della partita. Schiaffoni che aiuteranno a maturare, perchè quando si incontrano certe squadre serve la massima determinazione nello sfruttare le occasioni favorevoli. O li “ammazzi” subito e raddoppi o triplichi prima dei 10 minuti finali, oppure rischi che finisca come è finita.

Nel secondo anticipo, divisione della posta tra Milan e Napoli (1-1) , partita vivace e apprezzabile su ambo i fronti con buoni indizi per i rossoneri, che avrebbero potuto sfruttare meglio un paio di grosse opportunità con Piatek e Rebic.  Napoli in gol al 23′ con Lozano, che di testa ribatte  in rete un pallone respinto dalla traversa su gran tiro di Insigne. Vantaggio che dura 6 minuti, il Milan reagisce bene e Bonaventura si inventa un gollazzo da applausi, sventola dal limite su tocco di Krunic. Nel finale, occasione Milan con Piatek, che viene stoppato in extremis da Koulibaly in area, e occasione Napoli con Allan che spara da fuori ma Donnarumma blocca con sicurezza. Finisce qui, una boccata di ossigeno e moderato ottimismo per il Milan, e una nuova frenata per il Napoli, che sembra ormai lontano parente di quello di Sarri. Ma lontano anche dalla coppia di testa Juve – Inter, che sembrano fare il vuoto dietro di loro.

Ultimo anticipo, toccava appunto all’Inter rispondere all’ennesima impresa juventina. A Torino, su un campo decisamente al limite della praticabilità, la squadra di Conte ha risposto a tono alla faticosa ma concreta vittoria bianconera, con un 3-0 che ha domato il Toro senza problemi, cercando anche di risparmiare energie per l’impegno imminente di Champions. Nell’acquitrino hanno messo il timbro in sequenza Lautaro (un “Toro” matador!) lanciato in solitaria corsa da Vecino al 12′. Nel frattempo, esce Belotti per infortunio e i granata ci mettono Zaza, provando senza successo a riaprire la partita con incursioni di AnsaldiVerdi e Nkoulou. Ma l’Inter è lì, sempre pronta e cinica a catturare opportunità che sfugge per un soffio a Lukaku, con Sirigu  che sfodera una respinta miracolosa. Solo un minuto ed è il turno di De Vrij al 32′, che butta dentro per il raddoppio da due passi un cross di Biraghi, su calcio d’angolo. Chiude in doppio vantaggio il primo tempo l’Inter, e perde anche Barella. Il nazionale ex Cagliari subisce una distorsione al ginocchio, e mette a rischio la sua presenza nelle prossime sfide di Dicembre. La ripresa non cambia tono e i nerazzurri mettono definitivamente al sicuro la partita con il terzo gol, autore Lukaku all’55’ su assist di Brozovic. Il gigante belga sfiora anche la doppietta personale all’83’, con il pallone che esce di pochi centimetri sulla destra di Sirigu. Torna quindi l’Inter a ridosso della Juventus, sotto di un punto, e il distacco delle terze si fa notare: 10 punti dividono l’Inter da Lazio e Cagliari, almeno fino ai risultati della Domenica.

Che inizia col derby emiliano delle 12,30 tra Bologna e Parma. Buona prestazione da entrambe le squadre, ad iniziare dal Parma di quel Kulusewski che tanto piace all’Inter e non solo. Proprio lui firma il vantaggio parmense al 17′, ribattendo in rete un tiro di Sprocati respinto dalla difesa bolognese. Reagisce il Bologna e raggiunge il pari con Palacio di testa al 40′, su azione da calcio d’angolo. Equilibrio sostanziale a parte un palo colto al 62′ da Kukusewski (ancora lui!)  fino al 70′, quando Kucka serve un ottimo invito a Iacoponi, che non sbaglia e riporta avanti il Parma. Sembra ormai fatta per i gialloblu di D’aversa, ma ci pensa Dzemaili all’ultimo dei 4′ di recupero, a spezzare l’incantesimo e regalare al Bologna un pareggio in cui nessuno credeva più.

Sugli altri incontri del pomeriggio, dobbiamo togliere dalla cronaca l’ultimo incontro della serata domenicale, Lecce – Cagliari viene rinviata a causa impraticabilità del campo.  Si gioca invece all’Olimpico, e la Roma onora l’impegno casalingo disfandosi del Brescia (orfano, non sofferente, di Balotelli) con un perentorio 3-0, ma solo nella ripresa dopo un sonnolento primo tempo. E inizia Smalling già al 4′, con una capocciata che Cistana devia col ginocchio nella propria porta, beffando il suo portiere. Raddoppio al 12′, ad opera di Mancini che sfodera un colpo da biliardo, di prima intenzione sotto l’incrocio, su suggerimento di Smalling. Prima del terzo gol romanista, due annullati a Zaniolo e Dzeko, per pallone recuperato oltre la linea laterale, e per fuorigioco. Poi il 3-0 frutto di Dzeko, che conclude in rete un colpo di testa di Smalling su azione da corner. Roma che recupera la quarta posizione in classifica e un pò di ottimismo.

L’altra romana di Inzaghi, la Lazio, non perde terreno nei confronti della coppia di testa, battendo il Sassuolo 2-1 sul filo di lana, dopo il gol di Immobile al 34′ del primo tempo. Il Sassuolo riesce a recuperare il pari al termine del primo tempo, con Caputo, ma al 91′ Caicedo, subentrato a Correa da 10 minuti, mette ko gli emiliani con un gol da centravanti di razza. Con questo successo, Lazio solitaria al terzo posto, 7 punti sotto l’Inter e 2 sulla Roma quarta. Le altre sfide della giornata: a Marassi, la Sampdoria ribalta l’Udinese in vantaggio al 29′ con Nestorovski, pareggiando con Gabbiadini al 45′ e mettendo a segno il gol vittoria con Ramirez su rigore al 75′.

E a Verona, la squadra di casa mette nuovamente in angosce la Fiorentina, non solo con un gol da manuale del ragazzo fiorentino di nascita, Di Carmine, ma anche con una prestazione di tutto rispetto contro una viola senza Chiesa, Castrovillo e Pulgar, e un Ribery poco incisivo. Partita che esalta i veneti, rinfrancati da una iniezione di ottimismo per la vittoria, benchè col minimo scarto, e lascia una Fiorentina alle prese con qualche problemino di troppo. A Lunedì l’ultimo impegno della tredicesima giornata, con il posticipo tra Spal e Genoa. Arrivederci alla prossima!

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