Attenzione ai cassonetti gialli: spesso servono per traffici illeciti

Milano

Ritorna l’attenzione sul traffico illegale degli abiti usati e riposti nei cassonetto gialli, dove le persone di buon cuore mettono i vestiti che non mettono più. Ds tempo il problema ancora irrisolto, viene diffuso per allertare la gente e un post di Lambrate informata scrive “QUARTIERE RUBATTINO”. Questa è una manifestazione permanente dovuta alla costante presenza dei suoi promotori sul nostro territorio. Se siete convinti di fare del bene consegnando i vostri abiti dismessi nei cassonetti della solidarietà, vi sbagliate di grosso. E’ infatti conclamato da tempo il giro d’affari illecito che gravita intorno ai raccoglitori gialli che invitano a “DONARE VALORE”. Sono infatti pochi gli abiti che arrivano realmente a coprire i bisognosi in quanto, buona parte dei capi raccolti, viene prelevata dagli sfruttatori della solidarietà e rimessi in circolazione nei MERCATINI DEL RUBATO. Siate quindi consapevoli che, depositando gli abiti nei cassonetti, state ufficialmente rifornendo i LADRONI che si arricchiscono rivendendo i vostri vestiti nei SUK illegali che si sono radicati a Milano grazie alla solita ignobile tolleranza dell’Amministrazione comunale.”

Ma c’è anche chi lavora in proprio inventando un commercio con il Senegal. Il mese scorso è stato arrestato un 40enne senegalese che ha riferito alla polizia locale di svolgere attività di recupero di vestiti usati e rifiuti di varia natura, prelevandoli abitualmente da 2 cassonetti per la raccolta di indumenti, uno posizionato in via Milano nel parcheggio dell’Eurospin e l’altro nel parcheggio del Supermercato “UNES” di via Fossano. Il 40enne ha aggiunto di svolgere questa attività per conto proprio, in quanto gli indumenti recuperati vengono regolarmente da lui depositati presso il suo garage di Limbiate da dove, effettuata una cernita, venivano spediti in Senegal per la rivendita. Per dire che i furbetti lavorano sempre.

Milano Post

 

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