Misure in cantiere: Partite Iva, subito la Flat Tax. Rottamazione dal 2019.

Economia e Politica

Si punta ad ampliare il regime forfettario per Pmi e professionisti nel Dl di fine mese. Nessun link fra vecchia e nuova rottamazione, estensione a liti e accertamenti

Sulla Flat tax per le partite Iva al Mef si lavora sotto traccia (neanche troppo) e a tappe forzate. L’obiettivo è ambizioso ed è quello di portare, come annunciato a più riprese dalla Lega, in Consiglio dei ministri prima della pausa estiva di metà agosto il primo tassello della Flat tax al 15% per oltre un milione di professionisti, piccole e medie imprese da far entrare nel regime forfettario. Non solo. Nel cantiere del nuovo fisco si lavora anche a una pace fiscale a tre vie che includa gli accertamenti, le cartelle e le liti tributarie fino all’ultimo grado di giudizio, senza dimenticare sanzioni e multe. Con un vincolo ben preciso: si parte dal 1° gennaio 2019 e sono escluse le pendenze fiscali entrate nelle ultime rottamazioni. Inoltre la riduzione del carico fiscale e degli adempimenti potrebbe essere accompagnata da un pacchetto di emendamenti al decreto estivo con l’obiettivo di “rinforzare” il capitolo dedicato alla riduzione degli obblighi tributari.

A lavorare ai tre pilastri del cantiere del Fisco, in sinergia con i colleghi pentastellati della maggioranza Laura Castelli e Alessio Villarosa, è il sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci (Lega). Quest’ultimo, infatti, con il viceministro in pectore Massimo Garavaglia sempre della Lega, ha presentato alcune proposte di intervento al ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Bitonci, prima da commercialista e poi da sottosegretario, ha posto l’accento subito sulle partite Iva e soprattutto su «migliaia di piccole e medie imprese fortemente interessati al regime forfettario, ma impossibilitati ad accedervi per i limiti troppo bassi». Di qui l’idea di elevare le soglie anche oltre il tetto di 65mila euro di ricavi dettato da Bruxelles. «È con l’Europa che tratteremo una deroga, di cui per altro già beneficiano Paesi come la Francia o la Romania». Si può arrivare fino a 100mila euro (oggi il massimo è 5omila) secondo il sottosegretario e, conti alla mano, l’idea di Bitonci è quella di arricchire uno dei capitoli del prossimo decreto programmato dal Governo per il 20-25 luglio prossimo (cosiddetto proroga-termini e altro) proprio con la Flat tax per le partite Iva.

Il regime forfettario, rivisto e corretto sia nei limiti di ricavi e compensi sia nei coeffidenti di redditività Ateco ripartiti per attività «avrà comunque impatto sull’anno di imposta 2019», ha precisato Bitonci e «garantirà un prelievo strutturale del 15%, ulteriormente ridotto al 5% per le start up». Una semplificazione ampia che secondo il rappresentante della Lega «avrà un importante effetto antievasione spingendo piccole e medie imprese a uscire dal sommerso e presentarsi così al Fisco beneficiando della Flat tax, nonché dell’esclusione dall’e-fattura tra “privati”, dalle liquidazioni Iva e dagli studi di settore o nuovi Indicatori di fedeltà fiscale». II nuovo regime dei forfettari ampliato sarà accompagnato nei prossimi mesi anche da una forte stretta sulle sanzioni soprattutto per «evitare elusionl ed evasioni di quanti proveranno a giocare coni limiti di ricavi».

Una riforma delle sanzioni che si rende ineludibile anche con l’arrivo di una «pace fiscale a tutto campo e che spazia dagli accertamenti – Pvc della GdF inclusi sottolinea il sottosegretario della Lega – alle cartelle esattoriali, e che finisca per includere anche le liti fiscali in tutti e tre i gradi di giudizi, le sanzioni e le multe». Per Bitonci la ratio è nota: «Occorre ridare fiducia ai contribuenti consentendo loro di poter concordare con il Fisco la propria posizione e allo stesso tempo lasciare libero il funzionario dell’amministrazione di poter agire senza l’assillo di dover incappare nelle maglie della Corte dei conti per danno erariale».

Non solo. La pace fiscale non riguarderà in alcun modo- e su questo Bitonci pretende un punto di chiarezza assoluta – le rottamazioni tuttora in corso: «Chi non salda i conti con le definizioni agevolate in atto non sarà ripescato con la nuova pace fiscale». Nessun link di collegamento, dunque, tra vecchia e nuova super-rottamazione. Allo studio la possibilità di chiudere il conto con il passato fiscale attraverso il pagamento di una somma forfettaria (variabile in funzione delle condizioni economiche del contribuente) sull’intero importo dovuto, sanzioni e interessi inclusi.

Il terzo pilastro del cantiere fiscale sono le semplificazioni degli adempimenti. La lista delle richieste inviate da professionisti e imprese è già al Mef. Alcune di queste, quelle non onerose, potranno forse salire come emendamenti sul Dl d’estate all’esame da domani della Camera. Tra queste l’addio al modello 770 o la possibilità per le società tra professionisti di optare perla determinazione del reddito d’impresa secondo il criterio di cassa, oggi possibile solo per le società in contabilità semplificata.

Marco Mobili (Il Sole 24 Ore)

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