Bocconi & Jobs: colloqui di lavoro nell’ateneo, 4mila ragazzi in coda per un sogno

Milano

Aumentano i “reclutatori” alla Bocconi e vengono da tutto il mondo

Milano 9 Novembre – IN QUATTROMILA fra laureandi e laureati da massimo tre anni hanno bussato a 111 società, studi legali o imprese di consulenza, tutti radunati nell’aula magna di via Roentgen per la 28esima edizione del Bocconi&Jobs. Curriculum vitae in mano, inglese fluido, per i primo impiego guardano oltre confine i Bocconiani anche se non disdegnerebbero un posto a Milano. «In fondo l’aria qui è internazionale», raccontano mentre si mettono in coda da Amazon, Ferrero e UniCredit.

Lasciano una candidatura, ne nasce un colloquio. «Sono aumentate le aziende presenti — spiega il prorettore alle Lauree specialistiche Antonella Card — ed è un buon segnale, sia per il mercato sia perché dimostra un apprezzamento dell’iniziativa. Non c’è una figura tipo che viene ricercata, quello che piace è l’approccio open-minded degli studenti, l’ottima preparazione e la capacità di mettersi in gioco, la curiosità e l’apertura all’internazionalizzazione. Per le multinazionali il Bocconie&Job è un’opportunità, diverse aziende stanno in effetti reclutando, ed è un’occasione anche per noi, abbiamo un feedback sulla formazione e uno stimolo per preparare i nostri studenti concretamente alle richieste del mercato». Sono indicativi anche i bilanci: «Il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è del 94,8% — ricorda il prorettore — il 25,5% lavora all’estero e al momento della laurea il 70% ha già un lavoro».

IL TEMPO medio di inserimento lavorativo in Bocconi è di nove mesi dalla laurea. Il «Career Service» in un anno ha gestito 9.796 offerte di stage e lavoro, di cui il 20% all’estero. I Bocconi&Jobs sono organizzati anche a Londra, Parigi e Shanghai. In fila c’è chi si è iscritto alla specialistica ma cerca uno stage internazionale e chi, con l’alloro ancora fresco, è a caccia del primo impiego, come Riccardo Pagano, che ha discusso la tesi due settimane fa, ha alle spalle uno stage di sei mesi e sta sviluppando una start-up: «Vorrei occuparmi di consulenza strategica all’estero o a Milano: è quartier generale di tante multinazionali, non mi spiacerebbe mettere radici qui», confessa. Dietro gli stand anche i vertici delle aziende: «Abbiamo già incontrato 150-200 studenti — spiega Jean-Philippe Chlous, direttore delle Risorse Umane Europa e Africa per il gruppo Del Monte —. L’aspetto interessante del nostro lavoro è che ci occupiamo sia di marketing che di produzione, di food and beverage. Cerchiamo assistenti marketing e alla vendita, chi si occupa di logistica e di business development». Carolina Staino ha trovato il suo primo stage durante le giornate dedicate al lavoro ed è passata dall’altra parte del banco: sta tenendo colloqui per la JT International, si occupa di «talent management».

Simona Ballatore

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