Europa League, pari e noia ad Atene. Per il Milan un altro pareggio a reti inviolate

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Milano 3 Novembre – AEK Atene-Milan 0-0. Zero gol, zero gioco, zero idee, zero anima.
Se nelle ultime prestazioni, nonostante le sconfitte e i pareggi senza gol, il Milan aveva fatto intravedere un minimo di idea tattica e di voglia di uscire dalla crisi, ad Atene non si è rivisto nulla di tutto questo. Un brutto passo indietro che conferma quanto sia nero il momento del Diavolo, incapace di avere la meglio su un avversario ostico ma di sicuro inferiore.
È palese che atleticamente il Milan non sia al meglio, ma tanta pochezza vista in Grecia non può essere riconducibile solo alla forma fisica deficitaria, ci sono altri problemi di natura tecnica e tattica, come l’impostazione della manovra e la finalizzazione, il ritardo della giocata e l’occupazione degli spazi con i giusti tempi che avviene solo di rado. Non si vogliono per forza assegnare colpe a qualcuno in particolare, ma dopo quattro mesi insieme, una squadra di alto livello dovrebbe necessariamente far vedere qualcosa in più sotto questi aspetti.

Racconto e analisi tattica.

L’AEK Atene si conferma squadra ordinata, fisica ed organizzata, sceglie una linea difensiva a cinque in fase di non possesso con tre centrocampisti a fare da schermo, il Milan schierato da Montella col 3-4-1-2 non trova mai uno spunto nei primi 45 minuti. Il giropalla è lentissimo, Calhanoglu non ha mai un guizzo e non riesce mai a liberarsi dalla marcatura, gli esterni non salgono a dovere e le due punte André Silva e Cutrone fanno poco movimento, si cerca dunque il lancio lungo di Bonucci che è però quasi sempre preda degli avversari o impreciso, il Milan non tira mai in porta in tutta la prima frazione di gioco e anzi, sono i greci quelli più pericolosi con qualche conclusione da fuori, anche senza mai essere davvero incisivi.
Montella effettua un cambio tra il primo e il secondo tempo, dentro Suso al posto di Cutrone e per 20 minuti si accende qualche luce, il Milan alza il baricentro e si spinge in avanti, crea qualche occasione, un tocco ravvicinato di Romagnoli che il portiere greco trattiene senza affanni, una fucilata di Calhanoglu dal limite smanacciata da Anestis, il palo di Montolivo, la rovesciata di André Silva terminata abbondantemente a lato della porta dei greci. È davvero troppo poco. Nel mezzo, un paio di tiri da fuori dei giocatori dell’AEK che non creano problemi a Donnarumma.
Nel finale il Milan non ha la forza per l’ultimo assalto e Johansson spaventa i tifosi rossoneri con una bomba dai 25 metri terminata a lato.

Differenza di vedute.

Montella nel post gara ha detto che nel primo tempo il Milan era un po’ contratto ma nel secondo tempo ha giocato bene, ha detto che non è stata una brutta partita.
È vero che nel calcio non esiste una scienza esatta, tutto è opinabile e ogni giudizio è strettamente soggettivo, però onestamente non si capisce cosa abbia potuto vedere di soddisfacente l’aeroplanino, c’è un popolo rossonero pronto a sostenere l’esatto contrario, cioè che il Milan ha giocato molto male e la partita è stata davvero brutta.
Ha detto anche che il risultato non è negativo anche se contro il Sassuolo domenica dovrà essere migliore. Con tutto il rispetto c’è chi continua a pensarla diversamente, uno 0-0 contro un avversario notevolmente inferiore si fa fatica a non giudicarlo negativo.
Siamo tutti d’accordo su una cosa però, domenica contro il Sassuolo il risultato dovrà assolutamente essere migliore. Se non altro per evitare un possibile, o forse probabile ribaltone sulla panchina del Milan.

Andrea Mutti

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