Cercasi democrazia? Non svoltare a sinistra

Milano 15 Settembre – Anziché pensare di dare lavoro agli italiani, la sinistra, ben rappresentata da Emanuele Fiano, pensa a mettere fuori legge gli accendini con la faccia di Mussolini. Per questo, gli consigliamo di leggersi questo pamphlet uscito nel 2014, ma assolutamente di attualità, sulla deriva culturale della sinistra. Buona democrazia a tutti.

Nel pamphlet Democrazia Cercasi, il filosofo Stefano G. Azzarà smonta il percorso culturale della sinistra italiana

S’io fossi rosso arderei lo mondo. Doveva arrivare uno che non ha paura di dichiararsi comunista per fare a pezzettini il marketing giovanilista-ottimista-progressista-di-sinistra. Stiamo parlando del filosofo messinese Stefano Azzarà, che insegna a Urbino, e che ha scritto un pamphlet di lucida analisi storico politologica. Tutto contro la sinistra attuale.

Il libro si chiama: Democrazia cercasi (Imprimatur Edizioni, pp. 336, 16 Euro) e l’accusa di Azzarà è chiarissima. La sinistra è diventata una fotocopia, sbiadita, della destra. Questo libro di polemica “alta” va oltre i luoghi comuni. Qui il “bon del pastizz”, la parte ghiotta, è l’analisi storica. Chi ha in mente il comunismo ombelicale dei Francesco Piccolo si prepari a una bella doccia fredda.

Secondo Azzarà: “La sinistra italiana ha cominciato a morire molti anni fa. Quando, in seguito […] a una sconfitta strategica di proporzioni rivelatesi bibliche, invece di fermarsi a ripensare le proprie ragioni […] ha preteso di governare processi molto più forti di lei”. E aggiunge: “E’ stata in primo luogo la tradizione politica del Pci ad averci accompagnato verso la catastrofe”. La colpa della sinistra sarebbe quella di aver dimenticato il suo ruolo principale, la difesa dei lavoratori (non è un caso se l’unica a offrire un certo sollievo da questo punto di vista, ultimamente, è la chiesa cattolica) ed essersi baloccata con temi come l’antiberlusconismo, i “colorati” diritti civili, e la retorica dell’antifascismo.

“Affidato all’Anpi, il significato politico originario del concetto di antifascismo è stato stravolto e reso carne da macello” commenta spietato Azzarà. Nel libro non mancano copi di mannaia a personaggi come D’Alema, Occhetto, e contro la retorica europeista dei Napolitano e Prodi, colpevoli di avere affidato l’Italia a un “golpe monetarista”, con la nostra sovranità regalata alla dittatura economica europea.

Bruno Giurato (Il Giornaleoff)

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