Quattro castelli pavesi da salvare tra collette, aste, speculazioni e degrado

Lombardia

Milano 27 Giugno – Riportarli ai fasti e alle bellezze dei tempi che furono. Un viaggio tra castelli abbandonati battuti all’asta a prezzo stracciato e in cerca di un proprietario che li faccia risplendere. In provincia di Pavia quattro residenze nobiliari da salvare. Nei grandi centri c’erano gli Sforza e i Visconti, con i loro immensi manieri; in Lomellina e in Oltrepo Pavese, i castelli minori, per la caccia, e i mesi estivi. Il passare degli anni e l’incuria hanno fatto il proprio corso, lasciando che questi gioielli fagocitati dalla vegetazione si mostrino ora in tutta la loro decadenza.

C’era una volta il castello di Robbio risalente al Trecento, passato in proprietà a diverse casate nobiliari tra cui gli Orsini e da ultimi i Boschi.Oltre un decennio fa venne presentato un piano di rilancio: venduto alla immobiliare Arco di Triuggio, poi abbandonato nel 2012 a seguito del fallimento della società. Due anni fa il castello finisce all’asta con base di 500 mila euro, ma nessuno pare interessato. I muri crollano, i topi infestano anche il circondario eitetti sono pericolanti. La residenza si svaluta giorno dopo giorno, sino al recente affare: un imprenditore italo-tedesco, durante l’ultima asta, si aggiudica il castello per circa 300 mila euro. Diventerà un hotel con centro benessere: il progetto è pronto.

Riapre invece dopo cinquant’anni il castello Beccaria, conosciuto come palazzo Premoli, di Montebello della Battaglia. Due fratelli lo hanno salvato dall’abbandono, ma perrestaurarlo servono 3 milioni di euro. Il giardino ed alcune sale sono state restaurate con uno sforzo economico incredibile, ora si farà la raccolta fondi con visite guidate ed eventi culturali. «Ci siamo presi un impegno davvero oneroso — racconta Davide Parisi, che con la sorella Barbara ha acquistato il castello —. Vogliamo ridonarlo alla cittadinanza. Per ora ci siamo occupati del giardino, rendendolo agibile e trasformandolo in un luogo scenografico». Edificato dalla famiglia Beccaria nel 1472 ma abitato per trecento anni dai nobili pavesi Bellocchio, era stato venduto in parte al Comune per trasferirvi municipio e scuole. Ora, grazie al lavoro di Desertis Locis, associazione culturale, e dei fratelli Parisi, si riparte:«Organizziamo delle domeniche alla scoperta di questa bellezza da salvare — spiega Davide Parisi —. Ilprossimo appuntamento sarà il 16 luglio».

È invece un monumento nazionale dimenticato il castello di Branduzzo, nell’omonima frazione di Castelletto di Branduzzo. Fino alla prima metà del Novecento la proprietà era abitata. Poi l’ abbandono. «Se qualcuno si facesse avanti…», questo l’sos di Comune e proprietà.

A Pinarolo il castello cerca padrone: vale mezzo milione di euro.

Marmi rosa, pavimenti in cotto e pietra, soffitti in legno a cassettoni, è abbandonato da più di vent’anni. La sua vendita è affidata ad una agenzia immobiliare. Il prezzo è inferiore al valore effettivo. Un parco di circa 8 mila metri quadrati e una zona edificata. «Il restauro è possibile anche se vincolato dalla Soprintendenza ai beni culturali — fanno sapere dall’Ufficio tecnico del Comune di Pinarolo —. Il castello è residenziale, ma siamo pronti a cambiare destinazione d’uso se qualcuno volesse salvarlo. Eleonora Lanzetti (Corriere)

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