Aveva stuprato 2 donne a Milano. Espulso, passeggiava tranquillo a Piacenza

Cronaca

Milano 22 Giugno – Nel 2008 e 2009 a Milano ha stuprato e sequestrato alcune donne fingendosi un giornalista, come riporta Il Piacenza. Dopo aver conquistato la loro fiducia, le accompagnava a casa e una volta che capiva che abitavano sole le sequestrava e molestava.

Per questo F.S., 51enne bosniaco ex ufficiale dell’esercito del suo Paese e disertore, ha scontato sette anni di reclusione per violenza sessuale e sequestro di persone. Molte le donne che sarebbero finite nella sua rete: uomo distinto, ben vestito e da un ottimo italiano conquistava le sua vittime con modi eleganti e giocando la carta del giornalista freelance di un noto quotidiano nazionale. Per motivi di pubblica sicurezza, in quanto soggetto pericoloso, era stato espulso dall’Italia per dieci anni, ma i carabinieri della stazione di Piacenza Principale lo hanno trovato a Piacenza: camminava tranquillamente sul Pubblico Passeggio, una via molto nota a Piacenza, nella giornata di lunedì 19 giugno.

L’uomo, che si guardava intorno con fare sospetto, quando ha visto i militari ha cercato di defilarsi ma è stato bloccato. Si è spacciato nuovamente come giornalista e ha fornito loro il passaporto e la patente ma sul primo non c’era il visto dell’entrata nel nostro paese. I carabinieri si sono insospettiti e lo hanno portato al comando provinciale dove lo hanno fotosegnalato anche grazie all’ausilio dei software della polizia municipale, scoprendo la sua vera identità.

Lo straniero, dopo l’espulsione disposta dal tribunale di Bari, si era sposato con una connazionale e come consente la legge del loro paese, aveva preso il cognome della moglie, poi era venuto in Italia con, di fatto, un’identità pulita.

In caserma ha detto di essere a Piacenza dal 14 giugno, ma i militari sospettano che invece vi si trovasse da più tempo. Grazie alla sua nuova identità si era fatto ospitare alla Farnesiana da un connazionale totalmente ignaro di chi fosse. Il 51enne è stato arrestato per inottemperanza all’espulsione come persona pericolosa per lo Stato italiano. (Il Giorno)

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