Corvetto: occupazione anarchica di negozio affittato. A quando lo sgombero ?

Milano

Milano 27 Aprile – Un contratto intestato a un nuovo inquilino era già in atto da dicembre e in quei locali avrebbe dovuto esserci un minimarket. Ma il locatario, che già paga le bollette per l’elettricità e che stava sistemando i locali per entrarci, non si da pace: il negozio è ormai okkupato da un collettivo anarchico, come raccontato da Marianna Vazzana su “Il Giorno”.

«Ah, finalmente avete riaperto. Cosa vendete?». Una residente di Corvetto si è rivolta così, domenica, a un gruppo di ragazzi entrando in un ex negozio di proprietà Aler in piazza Gabriele Rosa 9, zona Corvetto. Forse non sapeva di aver messo piede in uno spazio invaso da un gruppo di anarchici, ribattezzato «L’inciampo occupato», col marchio del collettivo «Rosa Nera», oppure voleva essere certa che fosse davvero così. «Non si vende niente, signora. È un’occupazione sociale», la risposta. L’aneddoto circola in piazza. Non è un mistero che dietro quelle serrande coperte di scritte contro la polizia e infarcite di simboli anarchici ci siano loro. Peccato che gli anarchici abbiano preso di mira uno spazio non sfitto. Sì. C’è un contratto intestato al nuovo inquilino, datato 15 dicembre 2016: un uomo originario del Bangladesh ha preso in affitto quegli spazi, di 120 metri quadri, per farci un minimarket e negozio di casalinghi. Si stava dando da fare per cominciare i lavori di ristrutturazione, aveva contattato un’impresa. E soprattutto sta già versando dei soldi per il restyling che, come da prassi, gli verranno scontati dal canone di locazione. In sostanza comincerà a pagare l’affitto mensile all’Aler, di 2.300 euro, da maggio. Mentre 9.200 euro (le quattro mensilità trascorse) servono per rimettere in sesto i locali rimasti vuoti per anni. Non solo: a nome suo c’è pure il contratto dell’elettricità. Con allaccio e prime bollette pagati. Ma, è la beffa, non può mettere piede nei locali, né far entrare l’impresa per ristrutturare perché c’è un’occupazione in corso. Mani legate fino a quando ci sarà lo sgombero.

La prima occupazione risale a domenica 19 marzo: serrande divelte, blitz nelle stanze affacciate su strada. Poi «musica a tutto volume, compravendita di birra e cibo», raccontano i residenti. Marciapiede occupato da un centinaio di persone. Una sorta di festa inaugurale, preludio dell’occupazione vera e propria avvenuta mercoledì 5 aprile. «Uno spazio che serve come base per feste, raduni con birra e musica», sottolineano gli abitanti. Gli eventi vengono pubblicizzati sul sito rosanera.noblogs.org: domenica 23, «All’Inciampo occupato Hardcore come back in corvetto!», si legge. Incontro e concerti («entrata 4 euro, benefit spese legali»). Il prossimo appuntamento è fissato per oggi alle 18.30: «Aperipunx all’Inciampo». Nel frattempo, l’11 aprile, Aler ha presentato denuncia di occupazione al commissariato Mecenate.

«Una situazione che si commenta da sola, paradossale – commenta il presidente del Municipio 4 Paolo Bassi (Lega) –. Che valore aggiunto, poi, porta questo gruppo al quartiere? Finora, più che concerti e bevute di birra (e vediamo tutte le bottiglie vuote lasciate in strada, che poi provvediamo a far rimuovere) non hanno fatto. Non è l’unica occupazione di tipo politico in zona, purtroppo. Non dimentichiamo poi che questa gente è la stessa che aveva occupato le villette di via Ravenna, assaltato il gazebo della Lega lo scorso anno e ancora prima la sede del Pd di via Mompiani. Ora che c’è denuncia formale, perché non si sgombera?». Sulla vicenda era già intervenuta Silvia Sardone, consigliera comunale di Forza Italia: «L’ennesimo episodio che potrebbe portare degrado in zona Corvetto, già colpita da occupazioni di case popolari, presenza di rom e moltissimi furti».

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