L’inchiesta riguarda il complesso di lusso BoscoNavigli: tra le accuse figurano la lottizzazione abusiva e diverse violazioni edilizie in cooperazione colposa.
L’architetto Stefano Boeri e altre sei figure, tra cui costruttori, progettisti e dirigenti del Comune, dovranno affrontare un processo nell’ambito dell’indagine milanese sull’urbanistica legata al progetto BoscoNavigli, sorto nell’area dello Scalo San Cristoforo.
Al termine di una discussione di circa due ore, la giudice Giovanna Taricco (decima sezione penale del Tribunale di Milano) ha decretato il rinvio a giudizio per il presidente della Triennale, per l’ingegner Marco Nolli, per l’ex responsabile dello Sportello unico edilizia Giovanni Oggioni, per il co-progettista Giovanni Da Pozzo, per l’imprenditore edile Cristoforo Giorgi e per il dirigente di Palazzo Marino Andrea Viaroli. All’udienza ha preso parte anche il pubblico ministero Paolo Filippini.
Il quadro accusatorio contro Boeri e i co-imputati
Le contestazioni mosse agli indagati riguardano, a vario titolo, la cooperazione colposa in lottizzazione abusiva e vari abusi di natura edilizia. Stando alla tesi della Procura, l’edificio — costruito su un terreno libero di circa 8mila metri quadri — avrebbe oltrepassato i vincoli urbanistici, raggiungendo un’altezza di oltre 40 metri per 12 piani totali.
Tutto ciò sarebbe avvenuto senza un necessario piano attuativo e in un’area dove le nuove volumetrie non avrebbero dovuto eccedere l’altezza dei fabbricati limitrofi. Viene inoltre contestata la sottoscrizione di una convenzione urbanistica mai passata al vaglio di Giunta e Consiglio comunale, oltre all’uso improprio del permesso di costruire convenzionato e a un calcolo al ribasso degli oneri di urbanizzazione.
La posizione della difesa: “Boeri ha operato solo come progettista”
La giudice ha respinto tutte le richieste di proscioglimento presentate dai legali degli imputati. Tra queste, la memoria difensiva del professor Francesco Mucciarelli, legale di Stefano Boeri, il quale ha ribadito che l’architetto “ha svolto sempre ed esclusivamente il ruolo di progettista, senza mai dirigere i lavori”.
Secondo la difesa, tale circostanza, supportata dagli atti e da orientamenti della giurisprudenza, escluderebbe la responsabilità penale del progettista anche qualora il progetto non risultasse conforme alle norme. Similmente, l’avvocato Giuseppe Iannaccone, per conto di Marco Nolli, ha richiesto il “non luogo a procedere” invocando il principio dell’affidamento incolpevole: la tesi è che un cittadino non debba essere sanzionato dallo Stato per un intervento precedentemente autorizzato dalla stessa amministrazione. Il giudice non ha però accolto tali tesi; il dibattimento inizierà il 16 marzo alle ore 12:30.
Sullo sfondo della vicenda rimangono aperti altri fronti giudiziari: il 16 gennaio si terrà l’udienza preliminare per Boeri, l’architetto Cino Zucchi e altre sei persone sul concorso per la nuova Beic. Boeri resta inoltre indagato per induzione indebita nel fascicolo relativo al Pirellino, parte del più ampio filone d’indagine sull’urbanistica milanese.
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