Filippo De Bellis e il suo nuovo libro sulla sicurezza: «Prendiamo spunto dai Koban giapponesi»

Cultura e spettacolo

Giovane, determinato e sognatore. Filippo De Bellis ha solamente 29 anni, ma è già pieno di sogni e obiettivi per il futuro. Nonostante la giovane età, è responsabile della sicurezza per Regione Lombardia e consigliere nel Municipio 5 a Milano. Milita in Forza Italia dopo un passato nella Lega, ma da poco ha rispolverato anche un talento da scrittore. Sì, perchè proprio poche settimane fa ha pubblicato il suo primo libro “Allarme Sicurezza” con la prefazione di Marco Bacini, docente alla School of Management dell’Università LUM. Un paio di giorni fa, nella serata di lunedì, De Bellis ha presentato quindi il suo libro al CAM di Corso Garibaldi. La sala era gremita ed erano presenti molti ospiti di spiccato rilievo, tra cui il capogruppo di Forza Italia al Comune Luca Bernardo, Mario Furlan, fondatore dei City Angels, Massimo Sanvito, giornalista di “Libero”, e il già citato Marco Bacini.

De Bellis ha aperto questo incontro con un discorso a cuore aperto, spiegando tutte le ragioni che lo hanno spinto a vergare questo libro: «La prima ispirazione l’ho avuta scoprendo teoria che mi ha colpito profondamente: la teoria delle finestre rotte. Un esperimento condotto nel 1969 dallo psicologo Philip Zimbardo: due auto identiche, abbandonate in due quartieri diversi. Una viene saccheggiata quasi subito nel quartiere malfamato del Bronx. L’altra, parcheggiata nel ricco quartiere di Palo Alto, rimane intatta… finché qualcuno non rompe un finestrino. E da quel momento, anche quella viene vandalizzata. Cosa ci dice questo? Che il degrado genera altro degrado». «Nel libro – continua De Bellis – racconto esperienze che funzionano: dai Koban giapponesi – piccole stazioni di polizia di prossimità – ai “caffè con l’agente” organizzati a Lugano. E poi c’è Milano, la nostra città. Dove, purtroppo, questa figura è ancora troppo marginale: solo 197 agenti su oltre 3.000 svolgono davvero questo ruolo. Spesso non hanno una postazione, un numero di telefono, una visibilità. I cittadini non sanno nemmeno a chi rivolgersi. Nel mio libro propongo un modello ispirato proprio a quelle esperienze: un sito web semplice, diviso per municipi, con foto e recapiti degli agenti.» «Nel libro affronto anche un tema – conclude l’autore del libro – che attraversa tutta la discussione sulla sicurezza urbana: l’ideologia. In particolare, quella di una certa sinistra che, da anni, sembra vivere un imbarazzo strutturale quando si parla di ordine pubblico, legalità, controllo del territorio. Intervenire sul degrado – anche quello apparentemente “minore” – significa prevenire quello più grave. Ma per una certa narrazione, anche questo è problematico».

Ogni ospite ha cercato di affrontare il problema sicurezza da un angolo diverso. Luca Bernardo ha parlato del tema ripercorrendo l’evoluzione del problema a Milano in questi anni. Il dr. Bacini ha invece posto l’accento sull’importanza di affrontare il problema senza “conati populisti”, e cioè nel modo più imparziale possibile, restando lontani dalla propaganda. Infine, Furlan dei City Angels ha spiegato come la sua associazione abbia affrontato il problema nel corso di questi anni, rivendicando una linea dura anche nei confronti di criminali minorenni, ma sempre lontana dal sistema delle ronde e della violenza.

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